Crisi di liquidità in arrivo per molte aziende europee a causa del caro petrolio. È l’allarme lanciato da Scope Ratings, secondo quanto scrive MF, secondo cui il conto dei rincari arriverà nel 2027, quando le coperture finanziarie contro gli aumenti del carburante giungeranno a scadenza e molte imprese europee dovranno fare i conti con prezzi ancora elevati. Secondo Scope Ratings, i settori più esposti sono quelli dei trasporti, dell’aviazione, dell’agricoltura e delle costruzioni. Per le aziende più piccole, soprattutto nella distribuzione di carburanti, il rischio è di una vera e propria crisi di liquidità fino addirittura all’insolvenza nei casi estremi.
Il problema, secondo l’agenzia di rating, non è tanto il petrolio quanto la capacità di raffinazione. Ad agosto, il differenziale tra il prezzo del diesel a New York e quello del Brent ha raggiunto in media 88 dollari al barile, tre volte i 29 dollari del periodo 2023-2025 e in linea con il picco dell’ottobre 2022.
Eppure il Brent si è fermato a una media di 91 dollari, contro i 101-123 dollari raggiunti durante la precedente crisi energetica. Il motivo? La guerra tra Stati Uniti e Iran e gli attacchi ucraini alle raffinerie russe hanno ridotto la disponibilità di carburanti. Ad agosto, ricordano gli analisti, le esportazioni di prodotti raffinati dal Golfo erano inferiori del 60% rispetto a febbraio, mentre quelle di greggio avevano recuperato più rapidamente. Complessivamente, le esportazioni nette di diesel dal Golfo e dalla Russia risultavano diminuite di 1,6 milioni di barili al giorno. Prima del conflitto, le due aree coprivano quasi il 45% del commercio mondiale di gasolio via mare.
Neppure la riapertura dello Stretto di Hormuz basterebbe a normalizzare rapidamente il mercato: i flussi di greggio ripartirebbero prima di quelli dei prodotti raffinati, mentre la necessità di ricostituire le scorte si scontrerebbe con la domanda invernale di combustibili.
Per l’agenzia di rating, le conseguenze sui bilanci aziendali non saranno uniformi. Le grandi società di trasporto e logistica possono trasferire parte dei rincari ai clienti, ma servono mesi per aggiornare i contratti. Le coperture finanziarie offrono una protezione temporanea, destinata a esaurirsi nel 2027. Le imprese più piccole, con minore forza contrattuale, rischiano invece di subire integralmente l’aumento dei costi.
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