Non servono più intrusioni informatiche o rapine per sottrarre milioni a una banca. Può bastare un messaggio WhatsApp, una telefonata e una voce clonata con l’intelligenza artificiale. È il filo che unisce le truffe finite al centro di diverse inchieste milanesi e che hanno coinvolto Fideuram e Banca Ifis.
Il caso più clamoroso riguarda Fideuram. Nel febbraio 2026 l’allora presidente Paolo Molesini ricevette un messaggio apparentemente inviato dall’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. La richiesta era di procedere rapidamente a una serie di bonifici per un’operazione finanziaria riservata. Poco dopo arrivò anche la telefonata di un falso avvocato, la cui voce sarebbe stata ricreata con l’intelligenza artificiale. Email, documenti e coordinate bancarie completavano la messinscena.
In poche ore partirono undici bonifici per complessivi 95 milioni di euro, diretti verso diversi Paesi. L’allarme della banca permise di recuperarne una parte: oltre 40 milioni furono bloccati in Cina e altri 13 milioni in Portogallo. Restano però da recuperare circa 36-39 milioni, convertiti in criptovalute.
Molesini, che secondo gli articoli non è indagato, lasciò la presidenza di Fideuram il 12 marzo, motivando le dimissioni con «ragioni personali». L’inchiesta ha intanto portato a un primo indagato: un uomo di 48 anni, con cittadinanza israeliana e marocchina, che secondo gli investigatori avrebbe ricevuto parte del denaro trasformato in criptovalute. L’uomo era già stato condannato negli Stati Uniti per una vicenda basata su un metodo molto simile: fingersi dirigente di un’azienda e ordinare bonifici per una falsa operazione riservata.
Una tecnica analoga è stata utilizzata a maggio contro Banca Ifis. Una manager dell’istituto, dopo una serie di email, avrebbe autorizzato operazioni per 24 milioni di euro. I soldi finirono tra Singapore, Hong Kong e Bahrein, ma circa 20 milioni sono stati recuperati, anche grazie a un sequestro eseguito a Barcellona.
Due episodi diversi, dunque, ma con un elemento comune: la criminalità sembra puntare sempre più sulla manipolazione delle persone. L’intelligenza artificiale permette di replicare voci e documenti, mentre la conoscenza delle gerarchie aziendali consente di costruire scenari credibili e apparentemente urgenti. Le indagini dovranno ora stabilire quanto siano collegati i diversi episodi e ricostruire la rete dei cybercriminali che si nasconde dietro queste nuove frodi finanziarie.
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