HomeDal Mondo degli NPEFallimentiGiappone: fallimenti al top degli ultimi 12 anni

Giappone: fallimenti al top degli ultimi 12 anni

Crescono insolvenze e passività delle imprese, mentre inflazione e rincari energetici aggravano la crisi delle PMI

I fallimenti societari in Giappone sono aumentati ad aprile del 6,6% rispetto a un anno prima, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi dodici anni. Le passività complessive hanno raggiunto 111,9 miliardi di yen, in crescita dell’8,8%.

Lo rilevano i dati diffusi dalla Tokyo Shoko Research, secondo cui alla base del peggioramento vi sono l’aumento dei prezzi, il rincaro del lavoro e i tassi di interesse più elevati, fattori che comprimono i margini e aggravano i problemi di liquidità, soprattutto tra le piccole e medie imprese. Sullo sfondo, le turbolenze in Medio Oriente rischiano di accentuare ulteriormente le pressioni su un’economia già alle prese con inflazione e consumi deboli.

In questo contesto – sottolinea l’agenzia ATS – il governo prova a rassicurare famiglie e imprese sugli effetti economici delle tensioni in Medio Oriente. Le autorità assicurano la tenuta delle forniture di nafta, materia prima strategica per numerosi comparti industriali, ma i dati sui fallimenti aziendali mostrano un deterioramento del quadro economico.

A richiamare alla calma – spiega l’agenzia – è stato il presidente della Camera di commercio e industria giapponese, Ken Kobayashi, che ha invitato imprese e operatori a evitare reazioni eccessive di fronte ai timori di carenze. Secondo Kobayashi, il governo ha già predisposto misure di contenimento, tra cui il ricorso alle riserve petrolifere e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, ritenute sufficienti a garantire la continuità delle forniture.

Derivata dal greggio e interamente importata dal Giappone, la nafta è utilizzata per la produzione di plastica, fibre sintetiche, fertilizzanti e componenti chimici destinati a settori che spaziano dall’automotive all’elettronica, fino al confezionamento alimentare. Alcune aziende hanno già avviato contromisure per limitare il consumo di derivati petroliferi, modificando, ad esempio, il packaging dei prodotti e riducendo l’uso di inchiostri. Kobayashi ha tuttavia avvertito che una corsa preventiva alle scorte potrebbe aggravare la situazione, creando strozzature nella distribuzione e amplificando le difficoltà.

Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/

ARTICOLI CORRELATI

ALTRO DALLA CATEGORIA