Gruppo Sella: positivi i risultati del primo semestre 2023

Il gruppo ha chiuso il periodo con 76,2 milioni di euro di utile netto e con la crescita dei margini e delle principali componenti di business. Aumentano la raccolta e gli impieghi

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Il gruppo Sella ha chiuso il primo semestre del 2023 con risultati positivi e in crescita nei diversi settori di attività, confermando l’efficacia della propria strategia e la buona diversificazione delle fonti di ricavo. In uno scenario economico generale ancora segnato da elementi di incertezza e dalle conseguenze delle tensioni internazionali, infatti, il gruppo ha registrato l’ulteriore crescita del margine di intermediazione, sostenuto dall’aumento della raccolta globale, degli impieghi e di pressoché tutti i volumi. Il buon andamento, testimoniato anche dalla crescita del numero dei clienti e dall’incremento delle principali quote di mercato, conferma la capacità di supportare famiglie e imprese con soluzioni bancarie e finanziarie efficaci e di dare risposte alle loro esigenze di consulenza e gestione dei patrimoni. Prosegue, inoltre, il consolidamento dei nuovi business basati sull’innovazione tecnologica e digitale e sulla promozione di un ecosistema finanziario aperto e sostenibile.

I risultati del gruppo

I risultati consolidati al 30 giugno 2023, approvati oggi dal Consiglio d’amministrazione della capogruppo Banca Sella Holding, si sono chiusi con un utile netto di 76,2 milioni di euro, in crescita rispetto ai 61,5 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

Accanto al buon andamento complessivo, sul risultato ha inciso anche la componente non ricorrente derivante dalla partnership strategica con il Gruppo Sesa nei servizi di open finance che ha portato alla nascita di due società, Nivola, controllata da Sella tramite Centrico, e BDY, partecipata da Centrico stessa al 49%, cui è stato trasferito un ramo d’azienda. Senza considerare tale operazione, l’utile netto è di 60 milioni di euro e, dal punto di vista industriale, superiore a quello dello scorso anno, come testimonia la crescita del risultato di gestione pari a circa 172,4 milioni di euro (+38% rispetto allo stesso periodo del 2022), grazie ad un aumento del margine d’intermediazione superiore a quello dei costi. Rispetto al primo semestre 2022, si sono registrati un maggior costo del rischio di credito e alcune svalutazioni prudenziali su partecipazioni a patrimonio netto, pur a fronte dei risultati positivi da queste ottenuti nello scorso esercizio.

I risultati al 30 giugno 2023 non tengono conto dei possibili impatti del decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri di lunedì 7 agosto, del quale ad oggi ancora non si dispone del testo definitivo in Gazzetta Ufficiale e che dovrà poi essere convertito in legge per rendere definitivamente efficace la norma, e i cui effetti saranno considerati nel bilancio annuale 2023.

Significativa la crescita del margine di intermediazione, che ha registrato un incremento del 19,2%, raggiungendo i 500,2 milioni di euro, consentendo al gruppo di proseguire gli investimenti, le iniziative di sviluppo e la crescita occupazionale, coerenti con il proprio piano strategico. Il margine di interesse è aumentato del 65%, grazie prevalentemente alla componente commerciale e alla dinamica dei tassi di interesse, e i ricavi netti da servizi sono saliti del 7,6%. Il risultato netto dell’attività finanziaria si è ridotto del 61,2% principalmente per effetto delle operazioni non ricorrenti dello scorso anno di cessione titoli e crediti fiscali a terzi.

La raccolta globale al valore di mercato al 30 giugno 2023 si è attestata a 52,4 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto ai 48,6 miliardi di euro di fine 2022. La fiducia dei clienti si manifesta nell’ottimo risultato della raccolta netta globale, positiva per 2,6 miliardi di euro. Il semestre è stato caratterizzato da una forte crescita della raccolta indiretta, che è arrivata a 36,1 miliardi di euro (+12,8%), riconducibile ai rendimenti espressi dal mercato obbligazionario, mentre quella diretta è risultata in leggera flessione a 16,4 miliardi di euro (-1,6%). Gli impieghi a supporto delle attività di famiglie e imprese, al netto dei Pct, si attestano a 10,9 miliardi di euro (+3,4%).

Si conferma su livelli ottimali la qualità del credito. Il costo del rischio di credito annualizzato è pari a 35 bps (era 37 bps a fine 2022). L’Npl Ratio netto è pari all’1,9% (era 1,8%) e l’Npl ratio lordo è pari al 3,3% (era 3,5%). Il tasso di copertura sui crediti deteriorati è al 44% (era 49,5%), mentre quello sulle sofferenze al 62,8% (era 65,7%) per via principalmente di alcune cessioni di sofferenze con un elevato grado di copertura. Il Texas Ratio è migliorato al 24,7% (era 27,2%).

Solidità e liquidità

Nei primi sei mesi dell’anno il gruppo Sella ha inoltre mantenuto la solida posizione patrimoniale, ampiamente superiore agli standard richiesti, con un’ulteriore crescita degli indici: il Cet1 al 13,41% e il Total Capital Ratio al 15,24% (erano 13,21% e 15,12% a fine 2022). Ampiamente più elevati dei limiti previsti anche gli indicatori della liquidità: l’indice LCR si avvicina quasi al 200% attestandosi al 197,75% e l’indice NSFR al 127,72% (il livello minimo richiesto per entrambi è pari al 100%).

L’andamento dei settori di business

Il buon risultato del semestre è stato sostenuto dai principali settori in cui il gruppo è impegnato e dal buon bilanciamento e dalla diversificazione delle fonti di ricavo. In particolare, i servizi di investimento hanno contribuito in modo significativo generando ricavi pari a 91,8 milioni di euro (sostanzialmente in linea rispetto a giugno 2022, -0,4%), a conferma della qualità delle attività di consulenza e dell’offerta di una gamma completa di soluzioni di risparmio gestito. Nell’ambito dei sistemi di pagamento, i volumi transati complessivi dei servizi di acquiring e issuing sono cresciuti del 22,5%, con un incremento del margine di intermediazione del 12% a 52,6 milioni di euro, anche grazie all’aumento delle transazioni Pos (+26,2%) ed e-commerce (+12%). I ricavi del Corporate & Investment Banking sono cresciuti del 112% a 6,5 milioni di euro. La finanza ha registrato una performance dei margini positiva, pari a 56 milioni di euro, in calo però rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-43%), che era stato caratterizzato da condizioni molto favorevoli, quali un’elevata volatilità, un livello di tassi più basso, un rilevante contributo dell’inflazione al rendimento dei portafogli titoli e dalle plusvalenze da cessione di titoli. I ricavi da nuovi business sono saliti del 10% a 40 milioni di euro, in particolare grazie ai servizi di corporate e investment banking, open payment e a quelli di piattaforma.

Sostenibilità

Nel primo semestre 2023 il gruppo ha emesso il primo green bond chiuso con successo – la domanda complessiva di 100 milioni di euro è ammontata al doppio dell’importo iniziale dell’offerta – e ha lanciato una serie di prodotti e servizi ESG, come il finanziamento rivolto alle imprese per sostenerne i processi di transizione sostenibile e premiandole al raggiungimento di determinati obiettivi. È proseguito inoltre il percorso del gruppo per migliorare costantemente l’impatto ambientale: è stato realizzato un parcheggio dotato di impianto fotovoltaico per un totale di 632 pannelli presso la sede del gruppo a Biella, che porta a 20 il numero complessivo degli impianti, e sono state installate nuove colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, con una dotazione complessiva di 33 punti presso le sedi in tutta Italia.

Clienti e dipendenti

Il totale dei clienti del gruppo è ulteriormente cresciuto del 7% a 1,27 milioni, senza considerare la fintech Hype detenuta in joint venture con illimity bank. Il numero sale dell’8% a 2,9 milioni tenendo conto dei clienti Hype. Il Team Sella, composto da dipendenti e collaboratori, è aumentato superando le 6 mila persone.

Investimenti

Gli investimenti a supporto del piano strategico sono stati pari a 50 milioni di euro, esclusa la componente immobiliare. Per sostenere efficacemente le numerose iniziative di sviluppo e l’incremento dell’organico i costi operativi sono saliti dell’11%. Pur considerando questi importanti investimenti, il Cost to Income è migliorato scendendo al 65,3% (era 75,2% a fine 2022).

I risultati di Banca Sella

Nel quadro dei buoni risultati consolidati si inserisce l’andamento positivo di Banca Sella, che al 30 giugno ha chiuso con un utile netto di 89 milioni di euro, rispetto ai 48,1 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Una ulteriore conferma, anche rispetto allo scenario complesso, della validità del modello di servizio di Banca Sella basato su consulenza specializzata e gestione dei patrimoni finanziari, e su prodotti e servizi ad alto tasso di innovazione e a impatto positivo, per dare risposte adeguate alle esigenze di famiglie e imprese e sostenere l’economia dei territori in cui opera. I risultati, come detto, non tengono conto dei possibili impatti del decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri di lunedì 7 agosto.

Nel primo semestre il Roe si è attestato al 20,9% (era 11,9% a giugno 2022). La tradizionale solidità patrimoniale di Banca Sella, la banca commerciale del gruppo presso la quale è detenuta la maggioranza dei depositi dei clienti, si è ulteriormente rafforzata: il Cet1 è salito al 19,12% e il Total Capital Ratio al 21,49% (erano 18,63% e 21,16% a fine 2022). Ampiamente sopra i limiti previsti gli indicatori della liquidità, con l’indice LCR al 225% e l’indice NSFR al 146,2% (la soglia richiesta è per entrambi pari al 100%).

Positivo il margine di intermediazione, cresciuto del 32,5%, raggiungendo i 320 milioni di euro, grazie all’aumento degli impieghi e alla dinamica dei tassi di mercato. Nell’ambito dei ricavi netti da servizi si evidenzia la crescita dei ricavi da sistemi di pagamento, sia quelli tradizionali che quelli elettronici ed estero e delle commissioni accessorie al credito. Si conferma significativo il contributo dei proventi da servizi d’investimento, in linea con il risultato dello scorso anno. In diminuzione il risultato netto dell’attività finanziaria (-76,1% poiché sul dato dello scorso anno avevano inciso significativamente alcune operazioni di cessione di titoli e di crediti fiscali a terzi).

Rispetto alla fine del 2022, gli impieghi a supporto delle attività di famiglie e imprese sono aumentati del 2,5% a 9,3 miliardi di euro. La qualità del credito si conferma su livelli ottimali come appare dai relativi indici: il costo del rischio di credito annualizzato è stato pari a 29 bps (era 19 bps nel primo semestre 2022 e 22 bps a fine anno). L’Npl Ratio netto della banca è pari all’1,8% (era 1,7% a fine 2022) e l’Npl Ratio Lordo è pari al 2,9% (era 3,1%). L’indice Texas Ratio è pari al 27,1% (era 30,8%).

La raccolta globale al valore di mercato è cresciuta del 5,9%, rispetto alla fine dell’anno precedente, attestandosi a 33,4 miliardi di euro. La raccolta diretta è cresciuta del 2% a 13,5 miliardi di euro, mentre la raccolta netta globale progressiva del semestre è stata positiva per 1,3 miliardi di euro.

Fonte: ufficio stampa banca Sella