Immobili, compravendite in calo nel 2023

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Calano le compravendite di immobili, ma il mercato sembra accennare ad una ripresa, rispetto all’andamento dell’ultimo decennio. Secondo l’ultimo report del Centro studi Gabetti nel 2023 il mercato residenziale ha subito una contrazione del 9,7% rispetto al 2022, con un totale di 709.591 transazioni, in base ai dati forniti dall’Agenzia delle Entrate. Ad arginare il calo è stata la domanda di abitazioni di qualità. Tuttavia, i valori sono positivi se paragonati alla media degli ultimi 10 anni: il 2023 infatti, rispetto all’andamento dal 2013 ha segnato una crescita del +24%. E’ il terzo anno migliore del periodo, dopo gli anni record del 2021 e 2022.

Giù gli acquisti in tutta Italia

Se si osservano nel dettaglio le compravendite del 2023, in tutte le zone d’Italia si è registrato un calo: al Nord (-10%), al Centro (-13,1%) e al Sud (-6,2%). Nei capoluoghi (-10,7%), ma anche nelle altre località (-9,2%). Tutte le principali città hanno segnato un trend negativo: Bari (-19,1%), seguita da Bologna (-16,1%), Roma (-14,4%), Milano (-13,2%), Firenze (-12,8%), Padova (-12,7%), Genova (-8,0%), Torino (-7,8%), Palermo (-5,2%) e Napoli (-4,4%). I prezzi in tutte le città risultano stabili. Così come i tempi medi di vendita nelle grandi città, che si aggirano intorno ai 4 mesi.

Mutui e tassi d’interesse

La BCE ha aumentato i tassi d’interesse dal luglio 2022 fino al settembre 2023, portandoli al 4,50%. gennaio 2024, il tasso medio sui prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni era del 3,99%, con il 77% dei nuovi mutui a tasso fisso. Nei primi nove mesi del 2023, i finanziamenti per l’acquisto di abitazioni hanno raggiunto i 30,4 miliardi di euro, in calo del 28% rispetto all’anno precedente. Si prevede che la BCE possa ridurre i tassi tra giugno e settembre 2024, se l’inflazione diminuirà. Questo potrebbe abbassare l’Euribor e consentire a più persone di accedere al credito. Le previsioni del taglio dei tassi stanno già influenzando positivamente l’Eurirs, l’indice di riferimento dei mutui a tasso fisso, con molti istituti che offrono mutui a tasso fisso vicino al 2,5%.

Gli investimenti nel mattone

Nel 2023, gli investitori istituzionali e i “grandi” privati hanno investito nel settore ‘living’ (settore, che include sia il build to sell che gli immobili residenziali in affitto)circa 830 milioni di euro, costituendo il 14% del totale degli investimenti corporate dell’anno. Nel dettaglio, il 54% degli investimenti è stato nel residenziale in affitto, con una forte presenza dello student housing. Il 38% è stato nel build to sell, principalmente in nuovi sviluppi, mentre l’8% riguarda investimenti misti. Milano ha attratto l’82% degli investimenti, mentre altre città come Bologna, Roma e Firenze hanno visto un aumento grazie a progetti di rigenerazione urbana. Gli operatori esteri, principalmente dal Regno Unito e dalla Francia, hanno rappresentato il 52% dei capitali investiti, mentre il 48% proviene da investitori italiani, che hanno aumentato la loro quota rispetto all’anno precedente.