Intesa Sanpaolo sostiene la realizzazione della “seconda casa di Fausta”: struttura d’accoglienza a Modena per malati oncologici

Il progetto è stato finanziato con una raccolta fondi attiva da ottobre a dicembre 2022 su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo. La struttura accoglierà a titolo gratuito circa 70 pazienti ogni anno

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Proseguono i lavori per la realizzazione a Modena del “Progetto di accoglienza seconda casa di Fausta”, a cura dell’Aseop, l’associazione Sostegno Ematologia Oncologia Pediatrica e sostenuto da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula, in collaborazione con Fondazione CESVI. Obiettivo: dar vita ad un luogo di accoglienza per i giovani pazienti oncologici mentre si trovano lontani da casa, migliorando la loro qualità di vita e delle loro famiglie e garantendo il diritto alla cura.

Grazie al progetto verranno realizzate 12 unità abitative all’interno di Villa Mirella Freni, dedicate ai pazienti provenienti da diversi reparti del Policlinico di Modena, trapiantati o affetti da patologie tumorali del sangue e non. Queste unità abitative saranno destinate ai periodi di dimissione tra diversi ricoveri oppure a dimissioni protette in attesa della risoluzione definitiva della patologia.

Il progetto è stato finanziato con una raccolta fondi attiva da ottobre a dicembre 2022 su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per le persone in difficoltà. In tre mesi, sono stati raccolti oltre 100.000 euro grazie alle contribuzioni di privati cittadini, imprese, della Banca e delle società del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Negli appartamenti della nuova struttura di accoglienza potranno soggiornare i giovani pazienti con uno o entrambi i genitori ed i pazienti adulti con un accompagnatore. L’utilizzo della struttura di accoglienza da parte dei pazienti sarà totalmente gratuito. I fondi raccolti hanno permesso di finanziare in particolare la ristrutturazione della vecchia “Casa del Custode” (o “seconda casa di Fausta”) con la realizzazione dello spazio giorno ad utilizzo collettivo.

Il progetto permetterà di raggiungere direttamente i pazienti affetti da patologie oncologiche e trapiantati curati nel Policlinico di Modena e le loro famiglie, provenienti dal territorio provinciale, regionale, nazionale ed estero. Sono inclusi gli stranieri temporaneamente presenti (STP), persone con permessi di soggiorno per cure mediche, protezione temporanea e rifugiati, in coordinamento con la Questura competente. Si stima l’accoglienza di circa 70 pazienti in un anno con la possibilità di essere accompagnati da un familiare ciascuno. La struttura ospiterà in particolare le famiglie e giovani adulti tra i 14 e i 20 anni di età.

Fonte: ufficio stampa Intesa Sanpaolo