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La direttiva sui gestori del credito ha “radicalmente trasformato” il mercato

In un lungo articolo Mondaq fa il punto della nuova cornice regolamentare a due anni dalla sua entrata in vigore.

La Direttiva UE sui gestori del credito (CSD) ha «radicalmente trasformato il mercato europeo dei crediti deteriorati (NPL)». Lo scrive Mondaq, aggregatore di contenuti in materie legali, che ha dedicato un lungo articolo al nuovo contesto regolamentare, tracciandone un primo bilancio a due anni dalla sua piena attuazione.

Si è osservata un’accelerazione nel consolidamento del mercato e l’emergere di piattaforme di gestione paneuropee. In un contesto economico che vede i tassi di NPL in aumento nel 2026, la priorità strategica per gli operatori si è poi spostata dalla mera conformità al posizionamento competitivo in un ecosistema trasformato.

L’attuale panorama – sottolinea l’articolo – è caratterizzato da tre dinamiche fondamentali:

  • Armonizzazione incompleta: nonostante gli obiettivi della CSD, permangono divergenze nazionali nelle definizioni, nelle tutele dei consumatori e nelle prassi di vigilanza delle Autorità Nazionali Competenti (NCA). Tali discrepanze rappresentano sia una sfida operativa sia un’opportunità strategica.
  • Inasprimento della vigilanza: la traiettoria normativa indica una pressione crescente sui risultati per i mutuatari e un’applicazione delle norme più rigorosa.
  • Consolidamento e tecnologia: i piccoli fornitori subiscono una forte pressione sui margini, a vantaggio dei grandi operatori dotati di infrastrutture tecnologiche e presenza multinazionale.

Il successo nel lungo periodo – osserva ancora Mondaq – dipenderà dalla capacità di bilanciare i requisiti armonizzati della Direttiva con le specificità locali di ogni giurisdizione.

Le autorità di vigilanza stanno intensificando i controlli sulla comunicazione con i mutuatari e sulla governance dell’esternalizzazione. Le imprese dovranno inoltre prepararsi a ulteriori evoluzioni normative derivanti dalla revisione avviata dalla Commissione Europea nel dicembre 2025.

La Commissione «ha esaminato gli standard di tutela dei mutuatari, la convergenza in materia di vigilanza e l’efficacia del sistema di passaporto europeo, e si prevedono ulteriori modifiche al quadro normativo. Le società di servizi finanziari dovrebbero aspettarsi un continuo inasprimento della regolamentazione, non un suo allentamento».

Gli operatori devono inoltre considerare attentamente l’interazione tra CSD, la direttiva sul credito al consumo (CCD II), che entrerà in vigore il prossimo novembre, e la Direttiva sul credito ipotecario (MCD), recepita in Italia nel 2016.

Un monitoraggio proattivo e l’investimento nella comprensione delle aspettative di vigilanza emergenti – conclude l’articolo – saranno fondamentali per mantenere l’accesso al mercato e la fiducia degli stakeholder.

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