Il Gruppo Mediocredito Centrale ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un lieve miglioramento degli indicatori sulla qualità del credito. Al 30 settembre l’NPE ratio lordo si è attestato al 3,5%, contro il 3,7% di fine 2025, mentre quello netto è sceso dal 2,2% al 2,1%.
I crediti deteriorati verso la clientela presentavano un valore contabile netto di 231,4 milioni di euro, rispetto ai 228,7 milioni registrati a dicembre. Il dato, riferito all’aggregato prima delle scritture di consolidamento, segnala quindi un aumento dello stock netto di 2,7 milioni. Il grado di copertura attraverso i fondi rettificativi è sceso dal 42,3% al 40,2%.
Sul fronte del costo del rischio si registra invece un miglioramento. Le rettifiche nette per rischio di credito sono ammontate a 40,8 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 75,9 milioni dei primi nove mesi del 2025. Il cost of risk è così passato dallo 0,97% allo 0,47%.
Gli impieghi netti complessivi hanno raggiunto 11,628 miliardi di euro, in crescita del 6,3% rispetto ai 10,937 miliardi di fine 2025. Il Gruppo ha registrato un utile netto consolidato di 67 milioni, sostanzialmente in linea con i 67,5 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
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