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Banca Sistema, crediti deteriorati in calo del 16% a settembre

Lo stock lordo scende a 357,4 milioni di euro, dai 425,6 milioni di fine 2025. Le cessioni di crediti scaduti verso la Pubblica amministrazione hanno ridotto del 55% questa componente

Banca Sistema chiude i primi nove mesi del 2026 con una riduzione dei crediti deteriorati lordi, scesi a 357,4 milioni di euro dai 425,6 milioni registrati al 31 dicembre 2025, con una flessione del 16%. I crediti deteriorati netti ammontano a 282,7 milioni.

La contrazione riguarda soprattutto i crediti scaduti, passati da 220,5 a 160,9 milioni di euro. Le sofferenze lorde si attestano a 127,9 milioni, rispetto ai 131,3 milioni di fine 2025, mentre le inadempienze probabili (UTP) scendono da 73,8 a 68,5 milioni.

La riduzione degli scaduti è legata principalmente alle operazioni di cessione di crediti verso la Pubblica amministrazione per complessivi 140 milioni di euro: 115 milioni attraverso la cartolarizzazione Janus SPV, completata il 3 settembre, e altri 25 milioni ceduti il 30 ottobre. Entrambe le operazioni sono state effettuate al valore contabile, senza perdite. Lo stock dei crediti scaduti verso la PA si è così ridotto del 55%.

Le rettifiche nette su crediti deteriorati e gli accantonamenti ammontano a 20,9 milioni di euro, contro 13,1 milioni nello stesso periodo del 2025. Il costo del rischio si attesta a 111 punti base, che scendono a 95 al netto delle componenti straordinarie.

Sul fronte patrimoniale, il CET1 ratio individuale sale al 15,6%, dal 15% di giugno. L’utile netto dei nove mesi è pari a 1,6 milioni di euro, rispetto ai 21 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Tale valore, precisa Teleborsa, include alcuni elementi non ricorrenti quali l’impatto dell’assurance (maggiori rettifiche su crediti e accantonamenti a fondo rischi e oneri per complessivi 11,9 milioni di euro), l’aggiornamento del modello di backtesting riguardante l’accrual degli interessi di mora a seguito della cessione del portafoglio di crediti scaduti avvenuta nel terzo trimestre 2026 (6,3 milioni), i costi legati all’OPAS (1,5 milioni), parzialmente compensati dalla plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione KK (2,5 milioni).

Al netto di tali elementi straordinari, l’utile netto si attesterebbe a 12 milioni di euro, a confronto con i 21 milioni registrati nei primi nove mesi del 2025.

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