Banca CF+ ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 87 milioni di euro e un risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte di 87,4 milioni. I dati risentono di componenti non ricorrenti legate soprattutto all’acquisizione di Banca Sistema e ai costi dell’OPAS.
Nel dettaglio, riferisce l’Ansa, il badwill derivante dall’acquisizione ammonta a 95,1 milioni di euro, mentre i costi sostenuti per l’offerta pubblica di acquisto e scambio raggiungono 18,9 milioni, in prevalenza per spese amministrative e del personale. Al netto di queste voci e delle altre componenti non ricorrenti, l’utile ante imposte consolidato sarebbe stato pari a 23,2 milioni.
L’amministratore delegato Iacopo De Francisco ha richiamato l’attenzione sulla crescita delle attività principali, sulla qualità del portafoglio e sull’allocazione del capitale. Il 7 novembre è prevista la fusione inversa con Banca Sistema, a otto mesi dal completamento dell’OPAS.
Sul fronte della qualità del credito, il comunicato non fornisce dati su crediti deteriorati, sofferenze, UTP o coperture. Non è quindi possibile valutare da questa comunicazione l’andamento del rischio di credito di Banca CF+ né confrontarlo con quello di Banca Sistema.
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