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Mercato immobiliare per le imprese: nel primo trimestre 2026 crescono gli uffici, calano capannoni e negozi

I dati dell’Agenzia delle Entrate elaborati da Tecnocasa evidenziano un aumento dell’1,2% delle compravendite di uffici, mentre produttivo e commerciale registrano una contrazione

Nel primo trimestre del 2026 il mercato degli immobili destinati alle imprese ha mostrato andamenti differenti nei principali comparti. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sui dati dell’Agenzia delle Entrate, sono cresciute le compravendite di uffici, mentre hanno registrato una flessione gli immobili del comparto produttivo e commerciale.

Nel dettaglio, gli uffici hanno segnato un incremento dell’1,2%, passando da 3.091 compravendite nel primo trimestre 2025 a 3.127 nello stesso periodo del 2026. Dopo le difficoltà degli ultimi anni, il comparto sembra aver avviato una fase di maggiore interesse, sostenuta sia dagli investitori sia dagli utilizzatori diretti.

Una parte della domanda continua a essere legata alla possibilità di trasformare gli immobili a uso ufficio in abitazioni, soprattutto nei grandi centri urbani, dove la disponibilità di immobili residenziali resta limitata e sono presenti spazi inutilizzati. In alcuni casi viene valutata anche una destinazione turistica. Tra le città più dinamiche per numero di scambi figurano Genova, con una crescita del 48,2%, e Milano, in aumento del 25,1%.

Più complesso l’andamento del comparto produttivo. Le compravendite di capannoni sono scese del 5,7%, passando da 3.837 a 3.616 operazioni. La contrazione risente anche del rallentamento delle attività di sviluppo, condizionate dall’aumento dei costi delle materie prime. La domanda, tuttavia, rimane sostenuta soprattutto nel settore logistico, che continua a registrare una disponibilità limitata di immobili adeguati.

Per far fronte alla carenza di prodotto si stanno diffondendo soluzioni come gli sviluppi su commissione e gli interventi di riqualificazione dell’esistente. In un quadro nazionale in calo, alcune aree hanno comunque evidenziato risultati positivi: tra queste la provincia di Roma, dove gli scambi di immobili produttivi sono aumentati del 58,5%.

Anche il segmento commerciale ha chiuso il primo trimestre 2026 con una riduzione delle compravendite, pari al 2,1%, con una flessione più marcata nei comuni capoluogo, dove il calo ha raggiunto il 5,2%. Il negozio continua però a mantenere interesse come investimento immobiliare, soprattutto quando consente di ottenere rendimenti lordi nell’ordine del 9-10% annuo o quando presenta potenzialità di trasformazione verso altre destinazioni d’uso.

Nelle grandi città il mercato commerciale ha mostrato segnali positivi, con Palermo in crescita del 36,9%. In controtendenza Bari, che ha registrato una diminuzione del 26,9% delle compravendite. Secondo Tecnocasa, tra gli investitori resta frequente la ricerca di immobili commerciali da destinare a uso residenziale o alla realizzazione di box, anche se questo tipo di operazioni deve oggi confrontarsi con normative urbanistiche progressivamente più restrittive.

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