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Moda italiana: +19% le insolvenze nel 2025 in un mercato divenuto più selettivo

Un report di Allianz Trade mentre si aprono le giornate della Milano Fashion Week 2026

Il settore della moda è entrato in una fase di maggiore selezione e maturazione. Aumentano le pressioni su margini e liquidità, crescono insolvenze e sinistri, mentre AI, tessuti tecnici e sostenibilità emergono come le prime leve di sviluppo. Nel giorno in cui si apre la Milano Fashion Week 2026, Allianz Trade ha tracciato un quadro in chiaroscuro di uno dei settori trainanti del made in Italy. In un’ampia analisi – riferisce l’Agi – emerge che a livello globale le tensioni commerciali (legate a guerre e dazi) stanno ridisegnando le catene di fornitura del tessile. E l’aumento dei costi di produzione si traduce in pressione crescente sui margini e sui tempi di pagamento, con conseguente aumento delle insolvenze.

Nel dettaglio, in Italia, il tessile-abbigliamento mantiene un ruolo di primo piano nel manifatturiero nazionale, ma l’anno scorso le insolvenze del comparto sono aumentate del 19%, mentre è cresciuto sia il numero sia l’importo dei sinistri.

Sempre con riferimento al 2025, il settore italiano – sottolinea la compagnia di Allianz specializzata nel ramo del credito – ha registrato un fatturato di 58,39 miliardi di euro, conta oltre 37.000 imprese e impiega circa 372.000 addetti (circa il 9,5% della forza lavoro del manifatturiero).

L’export continua a rappresentare uno dei principali punti di forza, con quasi 37 miliardi di euro di vendite all’estero e una propensione all’export superiore al 63%. Tuttavia, la fase di forte crescita del biennio post pandemia ha lasciato spazio a uno scenario più complesso. La domanda internazionale rallenta, il mercato del lusso mostra segnali di minore dinamismo e cresce la concorrenza esercitata dalle piattaforme digitali a basso costo, dall’ultra-fast fashion e dal mercato dell’usato. I consumatori acquistano meno frequentemente e premiano sempre più qualità, durata e sostenibilità dei prodotti. In un mercato divenuto più selettivo la gestione finanziaria assume un’importanza crescente.

Allianz Trade rileva un aumento del fabbisogno di capitale circolante e una maggiore difficoltà nel trasformare rapidamente il fatturato in liquidità. I segnali di deterioramento emergono anche dall’andamento del rischio creditizio. «Nella fase attuale non è sufficiente crescere in termini di fatturato. Dal punto di vista del rischio di credito osserviamo una crescente differenza tra imprese che riescono a trasformare i ricavi in liquidità e aziende che, pur mantenendo volumi significativi, mostrano maggiori tensioni sul capitale circolante. La gestione degli incassi, delle scorte e della concentrazione del portafoglio clienti è diventata un fattore determinante di resilienza», spiega Andrea Resteghini, credit underwriter di Allianz Trade.

Non mancano tuttavia le opportunità. Le prospettive più favorevoli riguardano tessuti tecnici e industriali destinati a settori come difesa, sanità, automotive e costruzioni, che presentano una domanda più stabile rispetto alla moda tradizionale. Allo stesso tempo, sostenibilità, tracciabilità e circolarità stanno diventando fattori sempre più rilevanti per la competitività delle imprese e per l’accesso ai mercati.

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