NPL, il cattivo rendimento delle cartolarizzazioni GACS penalizza il mercato

Un'analisi di Debitos, piattaforma europea di transazioni NPL, prevede che negli anni futuri si potrebbe dar vita ad un vivace mercato secondario dei crediti deteriorati

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Sul mercato italiano dei crediti deteriorati pesano le cattive performance di alcune cartolarizzazioni GACS esistenti. Il sistema di garanzie pubbliche è scaduto alla fine del 2022 e non è stato più rinnovato. A sottolinearlo è un’analisi di Debitos, la principale piattaforma europea di transazioni NPL, fondata da Timur Peters a Francoforte nel 2010. La piattaforma Debitos consente a banche, società e fondi di vendere esposizioni creditizie sul mercato secondario attraverso transazioni online trasparenti basate su un sistema di aste.

In base ai dati di Scope Research, 14 delle 25 principali transazioni GACS hanno reso meno, infatti, rispetto ai piani aziendali iniziali, mentre gli incassi annuali di NPL sono stati di 226 milioni di euro, pari al 21% rispetto alla media dei due anni precedenti. Questa riduzione – fa notare Debitos, che dal 2022 ha ampliato la sua presenza in Italia con un ufficio a Milano, diretto da Francesco Paolo Bellopede – è stata determinata da minori proventi extragiudiziali: le offerte di acquisto scontate (DPO) sono diminuite del 36% e le vendite di note del 38%, sempre secondo i dati di Scope Ratings. Durante la pandemia – secondo l’agenzia di rating – quando i tribunali erano chiusi i servicer hanno fatto affidamento su metodi di riscossione alternativi (DPO e vendita di note). Ma poiché i tribunali stanno tornando a lavorare come prima, i gestori italiani di NPL preferiscono l’approccio giudiziario che in generale garantisce incassi più elevati anche se richiede più tempo. Inoltre, l’aumento dei tassi di interesse e lo scenario macroeconomico stressato hanno ridotto il margine per le strategie extragiudiziali.

Nel 2023 sono state completate 42 operazioni per un valore contabile lordo complessivo (GBV) di 12,3 miliardi di euro, inferiore del 67,4% in termini di GBV rispetto al 2022. Gli afflussi di nuovi NPL sono scesi ai livelli più bassi degli ultimi tre anni, in base a PricewaterhouseCoopers, poiché le conseguenze del programma di moratoria sui prestiti e di oltre 300 miliardi di euro di prestiti garantiti dal governo in era pandemica hanno contribuito a contenere nuovi default. Si stima che, secondo i dati PwC, lo stock di NPE in Italia abbia raggiunto i livelli minimi storici di 56 miliardi di euro nel 2023, in calo rispetto ai 397 miliardi di euro del 2015.

Se da un lato il contesto di tassi di interesse elevati migliora la redditività delle banche sui nuovi prestiti, dall’altro pone anche maggiori rischi di default per le imprese che lottano per assorbire oneri finanziari elevati e protratti nel tempo. Inoltre, il contesto aumenta anche i costi di finanziamento delle banche, determinando un rallentamento della domanda di credito e un potenziale deterioramento della sua qualità. Con oltre 300 miliardi di euro di NPE che devono ancora essere gestiti e recuperati, esiste un volume considerevole in grado di stimolare un vivace mercato secondario negli anni a venire.

L’espansione di Debitos

La pipeline di transazioni della società ha subito un’accelerazione grazie alla partnership strategica con doValue, che ha portato allo sviluppo di doLook, marketplace online di crediti a livello paneuropeo, nell’aprile 2020. La piattaforma doLook consente agli investitori di effettuare le due diligence sui crediti, negoziare il prezzo e concludere le transazioni agevolmente per ciascun credito, con controparti sia nazionali che internazionali. Debitos ha anche ampliato l’offerta di prodotti creditizi gestiti sulle sue piattaforme proprietarie, soprattutto agli UtP (Unlikely-to-Pay) che dovrebbero superare gli NPL in termini di volumi in futuro. L’Italia e il Sud Europa sono i mercati di riferimento per la crescita di Debitos, che prevede in queste zone volumi crescenti di transazioni di crediti da parte di nuove banche, servicer e partner strategici.