Npl, nel 2024 immobili commerciali e residenziali a maggior rischio d’insolvenza

Uno studio Kpmg prevede che il commercial real estate e i mutui residenziali potrebbero mostrare nei prossimi mesi i primi sintomi di deterioramento del credito. In futuro il mercato secondario sarà sempre più protagonista

0
66

L’Italia è in terza posizione rispetto agli altri Paesi Ue per incidenza dello stock di Npe sul totale degli altri crediti con 42,8 miliardi (11,8%). A rivelarlo è un recente report Kpmg, che indica anche i dati della Francia, al 32,2% con 116,8 miliardi e della Spagna con 77 miliardi (21,2%). Il livello dei tassi d’interesse è destinato anche nel 2024 e negli anni a seguire ad incidere sul mercato delle sofferenze, degli NPL, UTP e Stage 2. Nonostante le mega cessioni di crediti deteriorati degli ultimi anni, pari a 250 miliardi, il fenomeno proseguirà – assicurano gli esperti di Kpmg – anche se con minore intensità coinvolgendo gli immobili commerciali e residenziali, in particolare.

“Sarà il commercial real estate a dar luogo ai primi sintomi di deterioramento del credito – ha spiegato in un’intervista al Sole24ore Domenico Torini, partner Kpmg e suo responsabile europeo del comparto crediti – e le banche saranno pronte ad intervenire, ma anche la componente mutui residenziali se i tassi alti si protrarranno oltre il 2024. Ciò anche alla luce di quanto accade in Germania, Uk e in altri Paesi del Nord Europa”. Per l’esperto gli asset non si dovranno necessariamente cedere, ma sarà indispensabile procedere con rifinanziamenti dedicati.

In generale le previsioni Kpmg per il 2024 a livello di stock ipotizzano una lieve crescita, dovuta all’aumento dei tassi di interesse, che rende più costosi i finanziamenti, e dell’inflazione, che diminuisce la liquidità dei clienti. Tuttavia gli incrementi dovrebbero stabilizzarsi già nel 2025. La Bce è particolarmente attenta all’evoluzione dei crediti Stage 2, in stato di rischio pre-default, che hanno raggiunto due anni fa il picco del 14% in percentuale sui crediti in bonis, con valori prossimi a 300 miliardi di euro.

Mercato secondario sempre più in rilievo

Intanto – secondo l’analisi Kpmg – si assiste ad un cambiamento strutturale del mercato degli NPL. Mentre finora il mercato dei crediti deteriorati vedeva in campo gli originator, quindi le banche venditrici, e le Spv, ovvero gli acquirenti dei crediti, da ora in poi ad essere protagonista sarà il mercato secondario.

“Le società che hanno acquistato il credito – prosegue Torini – saranno sempre di più spinte a cederlo, soprattutto ad imprenditori che siano disponibili a riattivare la circolazione dei “pazienti imprese”, riportandole in bonis tramite cessioni che avveranno soprattutto in via stragiudiziale, visto che i tempi dei recuperi in esecuzione sono ancora troppo lenti”.