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Private equity in Italia, 2024 anno record: crescita di ricavi e occupazione sopra il mercato

Il rapporto PwC–AIFI evidenzia un differenziale strutturale rispetto alle imprese non partecipate. Performance superiori soprattutto su occupazione e redditività, con forte concentrazione geografica nel Nord

Nel 2024 le società partecipate da fondi di private equity in Italia hanno registrato i risultati più elevati dell’ultimo quinquennio, ampliando il divario rispetto al resto del tessuto imprenditoriale. È quanto emerge dal rapporto «The Economic Impact of Private Equity & Venture Capital in Italy», elaborato da PwC in collaborazione con AIFI.

Sul fronte dei ricavi, le portfolio company hanno segnato un CAGR medio del 9,6%, contro il 3% delle imprese benchmark. Anche la redditività ha mantenuto un vantaggio stabile, con EBITDA in crescita al 7,3% di CAGR, leggermente sopra i livelli dell’anno precedente e superiore al mercato comparabile.

Il dato più rilevante riguarda l’occupazione. Le società partecipate hanno registrato una crescita media dell’organico dell’8,2%, a fronte dello 0,5% del benchmark, con un differenziale definito strutturale dal rapporto. Nel periodo 2014-2024, le aziende uscite dal portafoglio hanno generato circa 42 mila nuovi posti di lavoro.

Un ulteriore elemento concerne la qualità della crescita nel medio periodo. Le evidenze del report di PwC indicano che le imprese sostenute da fondi tendono a mantenere ritmi di espansione più elevati anche dopo il cambio di ownership, con effetti persistenti su produttività e struttura organizzativa, in particolare nei passaggi tra fondi successivi.

Sul piano operativo, la maggior parte delle operazioni si è concentrata nel Nord Italia, con la Lombardia in posizione dominante. I settori più esposti restano retail & consumer e industria manifatturiera, mentre l’ICT ha perso terreno rispetto agli anni precedenti.

Per quanto riguarda le modalità di disinvestimento, prevalgono le operazioni di vendita tra fondi di private equity, seguite dalle cessioni a operatori industriali. Anche nei successivi passaggi di controllo tra investitori, le società continuano a mostrare dinamiche di crescita, con incrementi sostenuti di ricavi e occupazione, a conferma della continuità del percorso di sviluppo anche dopo il primo ciclo di investimento.

Sul versante ESG, il rapporto segnala un progressivo rafforzamento delle pratiche di sostenibilità, con una quota crescente di aziende che ha avviato la rendicontazione dopo l’ingresso del fondo. In miglioramento anche gli indicatori ambientali, con riduzione dell’intensità emissiva e aumento dell’uso di energia da fonti rinnovabili.

Resta infine stabile il leverage medio in fase di exit, poco sopra le 3x, in lieve crescita rispetto all’anno precedente, in un contesto ancora influenzato dal ciclo dei tassi e dalle condizioni macro degli ultimi esercizi.

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