HomeDal Mondo degli NPEBancheRicchezza delle famiglie, Italia ultima nell’Eurozona per crescita dal 2015

Ricchezza delle famiglie, Italia ultima nell’Eurozona per crescita dal 2015

Nel 2025 la ricchezza netta delle famiglie italiane ha raggiunto 11.333 miliardi di euro, ma il 5% più ricco ne deteneva il 50,2%. First Cisl segnala anche il basso tasso di risparmio e la scarsa crescita dei redditi

Tra il 2015 e il 2025 la ricchezza netta delle famiglie italiane è cresciuta del 22,8%, passando a 11.333 miliardi di euro. L’incremento è stato inferiore a quello registrato nelle principali economie dell’Eurozona: +87,3% in Germania, +42% in Francia e +56,6% in Spagna.

Il dato emerge dal nuovo Osservatorio sulla ricchezza delle famiglie della Fondazione Fiba di First Cisl, realizzato sulla base dei dati BCE ed Eurostat. La crescita italiana si è concentrata soprattutto nel periodo 2020-2025, quando la ricchezza è aumentata di 1.829,6 miliardi, contro i 277,4 miliardi del quinquennio precedente. Nel frattempo, il peso della ricchezza delle famiglie italiane sul totale dell’area euro è sceso dal 21,7% al 16,5%.

La distribuzione della ricchezza è diventata più concentrata. Nel 2025 il 10% delle famiglie più ricche deteneva il 60,6% della ricchezza netta complessiva, contro il 52% del 2010. Il 5% più abbiente ne possedeva il 50,2%, mentre il 50% meno ricco disponeva del 7,3%.

Anche la composizione delle attività finanziarie mostra una forte concentrazione. Il decile più ricco deteneva il 93,3% delle azioni quotate, l’82,5% dei fondi comuni, il 76,9% delle assicurazioni ramo vita e il 98,3% delle azioni non quotate e delle altre partecipazioni.

Sul fronte del credito, l’indebitamento complessivo delle famiglie italiane ammontava a 804,7 miliardi di euro nel 2025, pari al 10,2% del totale dell’area euro, in calo dall’11,1% del 2015. Il 50% meno abbiente sosteneva il 37,9% dell’indebitamento complessivo.

A pesare sulla crescita della ricchezza è stata anche la debole dinamica dei redditi. Tra il 2015 e il 2025 il reddito disponibile lordo delle famiglie italiane è aumentato del 28,4%, contro il 48,3% della Germania, il 41,1% della Francia e il 53,8% della Spagna. Il tasso di risparmio lordo italiano si è attestato nel 2025 al 10,7%, rispetto al 14,32% medio dell’Eurozona.

«Senza un significativo e duraturo aumento del prodotto interno lordo e un forte rialzo delle retribuzioni aumenterà ancora la quota della ricchezza netta italiana detenuta dal 5% delle famiglie più ricche», ha sottolineato Riccardo Colombani, segretario generale nazionale di First Cisl.

Secondo Colombani, una maggiore canalizzazione del risparmio verso l’economia reale potrebbe sostenere gli investimenti, con un ruolo per banche, assicurazioni e altri intermediari finanziari. La proposta avanzata da First Cisl prevede anche un fondo nazionale destinato a sostenere le imprese italiane non quotate, accompagnato da garanzie pubbliche e dalla regia di Cassa Depositi e Prestiti.

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