Nel gennaio 2026 sono state presentate 956 istanze di fallimento commerciale ai sensi del Chapter 11 (ristrutturazione aziendale), con un aumento del 76% rispetto alle 544 istanze registrate a gennaio 2025. Lo segnalano i dati forniti da Epiq AACER, il principale fornitore di dati sulle istanze di fallimento negli Stati Uniti. L’aumento complessivo delle istanze di fallimento commerciale ai sensi del Chapter 11 è stato trainato principalmente dalle istanze presentate da società di grandi dimensioni.
In deciso incremento, comunque, sono state le istanze di piccole imprese: 255 a gennaio 2026, con un aumento del 68% rispetto alle 152 istanze di gennaio 2025. Le istanze commerciali complessive di fallimento, includendo tutti i casi previsti dalla legislazione statunitense, sono aumentate del 18%, raggiungendo quota 2.840 a gennaio 2026, rispetto alle 2.408 istanze commerciali registrate a gennaio 2025.
Prendendo poi in considerazione anche le istanze individuali, il numero di fallimenti totali si è attestato a 45.808 a gennaio 2026, con un aumento del 10% rispetto al totale di gennaio 2025.
«Il divario tra il totale delle istanze di fallimento attuali e pre-pandemia continua a ridursi, a fronte delle crescenti difficoltà finanziarie che affliggono famiglie e imprese», ha affermato Amy Quackenboss, Direttore esecutivo dell’ABI, l’organismo indipendente specializzato nello studio sui fallimenti. «Per le famiglie in difficoltà e le aziende alle prese con costi più elevati, condizioni di prestito più restrittive e rischi geopolitici più elevati, il fallimento rimane un passo avanti verso il ripristino della stabilità finanziaria».
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