Banche: a novembre lo stock dei prestiti cartolarizzati ammontava a quasi 300 miliardi

Pubblicato il report mensile di Bankitalia “Banche e Moneta”. Attraverso le cartolarizzazioni gli istituti di credito risultavano, alla stessa data, aver cancellato dai propri bilanci sofferenze per 161,4 miliardi; ed ecco l’andamento dei principali indicatori bancari: i prestiti corrono ma i tassi restano fermi; crescono i prestiti a famiglie e imprese; i depositi sono stabili e i mutui quasi invariati

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BANCA -Palazzo-Moderno

A novembre 2025 lo stock di prestiti cartolarizzati dal sistema bancario italiano risultava pari a 299,2 miliardi, di cui 162 miliardi, relativi a sofferenze, erano stati quasi per intero (per 161,4 miliardi) cancellati dai bilanci degli istituti di credito. Lo si evince dalla pubblicazione mensile della Banca d’Italia «Banche e Moneta». Considerando che i prestiti cartolarizzati cancellati dai bilanci (sofferenze incluse) ammontavano, alla stessa data, a 185 miliardi, le banche risultavano aver trattenuto nei propri conti prestiti cartolarizzati per 114 miliardi.

Guardando alle cartolarizzazioni per tipologia di controparte, quelle relative alle imprese non finanziarie, a novembre 2025, erano pari a 157 miliardi, un aggregato leggermente superiore a quello relativo alle famiglie (136,9 miliardi). Guardando, infine, alla cancellazione dei prestiti cartolarizzati dai bilanci, in misura preponderante (124,5 miliardi) riguardavano le imprese non finanziarie e «soltanto» per 55,8 miliardi le famiglie residenti.

Dal report mensile di Bankitalia si ricava inoltre l’andamento dei principali indicatori bancari. In particolare, i prestiti al settore privato sono cresciuti del 2,1% su base annua, rispetto all’1,8% di ottobre. Più in dettaglio, i prestiti alle famiglie hanno tenuto il passo (+2,3%), mentre quelli alle società non finanziarie hanno registrato un’accelerazione, passando dall’1,1% all’1,8%. Ciò significa che le imprese hanno ripreso a muoversi.

I depositi restano invece piuttosto tranquilli (+2,6%), senza grandi scossoni, e la raccolta obbligazionaria rallenta rispetto ai mesi precedenti (+2,8% contro il +4,9% di ottobre). Sul fronte dei tassi, il quadro è quasi immutato: il TAEG sui nuovi mutui per l’acquisto di case si ferma al 3,72%, di poco sotto il 3,73% di ottobre, mentre la quota di mutui a tasso iniziale fino a un anno scende lievemente al 14,9%.

Per quanto riguarda il credito al consumo, si registra un leggero aumento (10,12% a fronte del 10,07%), mentre per le imprese i tassi sui prestiti restano praticamente fermi: 3,52% in generale, 4,10% per importi fino a un milione di euro e 3,16% per importi più consistenti. I tassi passivi sui depositi continuano a navigare intorno allo 0,63%, confermando che il denaro parcheggiato in banca non regala grandi sorprese. Secondo i dati di Bankitalia, gli istituti di credito continuano a prestare un po’ di più, le famiglie e le imprese respirano, ma i costi del denaro restano sostanzialmente gli stessi, dipingendo un quadro di crescita moderata, senza eccessivi entusiasmi.

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