La vicenda di BFF Bank, che ha recentemente effettuato rettifiche contabili per ben 117 milioni (vedi Be Bankers dell’11 febbraio), ha anche un risvolto penale. La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati l’ex amministratore delegato della banca, Massimiliano Belingheri, nonché il dirigente preposto ai documenti contabili, per truffa aggravata a danno di enti pubblici, falso in bilancio e aggiotaggio informativo. Contestualmente, sulla stessa banca pende ora l’accusa di illecito amministrativo ex art. 231.
Lo ha detto Marcello Viola, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, nell’audizione davanti alla Commissione Banche del Senato, nel corso della quale è stato fatto il punto sulle diverse inchieste in cui, al momento, sono impegnati i magistrati milanesi.
L’inchiesta della Procura della Repubblica – ha riferito il magistrato – ha preso avvio in seguito alla segnalazione di «gravi irregolarità contabili, amministrative e gestionali». BFF Bank, specializzata nel factoring di credito pro soluto nei confronti della pubblica amministrazione, in più occasioni aveva inviato alle amministrazioni pubbliche decreti ingiuntivi per crediti risultati già pagati o comunque inesigibili, comprensivi di diritti di mora.
L’ammontare di queste partite era talmente rilevante da falsare la rappresentazione della banca ricavabile dai documenti contabili. Risultavano, insomma, «gravi anomalie sul piano delle valutazioni contabili», cui si sono aggiunte le risultanze di un’indagine della Banca d’Italia, conclusa con un giudizio complessivo «sfavorevole», evidenziando un «quadro gestorio non rassicurante». Ciò ha spinto i magistrati a intervenire.
La magistratura milanese – ha aggiunto Viola – attende ora gli esiti delle ulteriori attività di Consob e della Banca d’Italia, con le quali la Procura ha protocolli di collaborazione. I magistrati hanno appena ricevuto una «comunicazione da Consob sull’acquisizione di documentazione contenente esiti preliminari di un’attività di audit avviata dalla funzione di controllo interno della banca e due segnalazioni di irregolarità provenienti dal collegio sindacale e trasmesse a Consob ai sensi dell’articolo 149 Tuf».
La competenza della Consob deriva dal fatto che BFF Bank è una società quotata, circostanza rilevante ai fini dell’aggiotaggio informativo. La stessa Consob ha riferito alla Procura che la Banca d’Italia ha avviato nei confronti di BFF Bank «nuovi accertamenti ispettivi con spettro di indagine esteso».
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