BFF Bank torna al centro dell’attenzione del mercato, con segnali di interesse da parte di investitori finanziari pronti a rafforzare la propria presenza nel capitale. «Non ho sentore di scalate ostili, ma in questi casi sarebbe normale essere tra gli ultimi a saperlo. Invece confermo che ci sono investitori finanziari interessati a crescere nel capitale di Bff. Sono feedback che ho raccolto in questi giorni di roadshow. Tutto sarà collegato alla nostra capacità di fare buoni risultati nei prossimi due trimestri per rassicurare il mercato», ha dichiarato il nuovo amministratore delegato Giuseppe Sica, riassumendo – scrive Il Sole 24 Ore – i risultati del tour tra gli investitori internazionali.
«Ho trovato un livello di interesse estremamente alto. Al di là dell’andamento del titolo, da inizi febbraio è stato scambiato quasi l’80% del capitale. Diversi investitori stanno comprando, adesso dobbiamo consolidare questo interesse nei prossimi trimestri con risultati solidi». Non si tratta di soggetti industriali, precisa, ma di «diversi fondi che hanno già incrementato la loro quota».
La banca è reduce da un periodo turbolento. Ispezioni di vigilanza hanno rilevato che l’istituto, specializzato nel factoring di credito pro soluto nei confronti della pubblica amministrazione, in più occasioni aveva inviato alle amministrazioni pubbliche decreti ingiuntivi per crediti risultati già pagati o comunque inesigibili, comprensivi di diritti di mora.
La banca ha recentemente effettuato rettifiche contabili per 117 milioni e sul suo ex vertice sono in corso indagini avviate dalla Procura di Milano. Il titolo ne ha pesantemente risentito (-60% dall’addio dell’ex CEO) ed è per questo che Sica ha incontrato gli investitori per rassicurarli.
«Il mio approccio – ha spiegato – è stato quello di assumere un atteggiamento più conservativo rispetto al passato, ma mi aspetto di poter superare le attese, considerate le reali prospettive del business. Avevamo un target di utile netto rettificato per il 2026 di 240 milioni, lo abbiamo rivisto a 160 milioni, una revisione molto importante che riflette la mia aspettativa di redditività per il futuro».
L’obiettivo è però di battere le guidance: «Vorrei fare meglio». Intanto, il primo trimestre dell’anno, seppur in corso, «sta andando meglio rispetto al percepito del mercato». Il manager, sul fronte derisking, non esclude cartolarizzazioni («che possano liberare capitale»), né un ritorno alla cedola già nel 2026: «L’aspettativa è quella, se facciamo le cose giuste. La mia traiettoria è quella di fare bene per i prossimi trimestri e poi avere le basi giuste per preparare il nuovo piano industriale».
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