
La gestione dei rischi politici resta la priorità numero uno per la vigilanza bancaria europea, in un quadro in cui le incertezze politiche, economiche e geopolitiche rimangono elevate ma non pienamente incorporate nei segnali dei mercati, con il rischio di una rivalutazione improvvisa dei rischi.
Lo afferma Claudia Buch, presidente del Consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, nell’introduzione al rapporto annuale 2025, secondo quanto riportato da Radiocor. Il documento evidenzia che, al momento, le banche mostrano buffer patrimoniali e di liquidità sopra i requisiti regolamentari, ma le prospettive a medio-lungo termine risultano più incerte, con possibili shock in grado di propagarsi rapidamente nel sistema.
In particolare, la redditività si è mantenuta solida, nonostante una leggera flessione tecnica: il ritorno sul capitale (ROE) si è attestato al 9,53%. Parallelamente, il rapporto tra crediti deteriorati e totale prestiti (NPL ratio) è sceso al 2,18%, il valore più basso mai registrato dall’inizio delle serie storiche nel 2020.
Nel corso del 2025 la Banca centrale europea ha avviato 163 ispezioni sugli istituti direttamente vigilati, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, a cui si aggiungono 77 verifiche sui modelli interni; da queste attività sono scaturite oltre 6mila misure di vigilanza, in calo rispetto al 2024, con una media di 59 interventi per banca su 112 soggetti significant, concentrati in prevalenza sul rischio di credito e sulla governance interna.
Sul fronte delle sanzioni, i procedimenti conclusi nell’anno hanno portato a multe per circa 8,58 milioni di euro a carico di cinque banche, nell’ambito di 14 casi complessivi legati soprattutto a violazioni del diritto europeo. Cresce intanto l’attenzione sui requisiti degli amministratori: le procedure fit and proper salgono a 1.672 e mettono in luce criticità ricorrenti legate a tempo, esperienza e conflitti di interesse, fattori che hanno portato anche al ritiro di 30 candidature durante il confronto con la vigilanza, mentre i tempi medi di valutazione si allungano leggermente.
Il rapporto segnala inoltre alcune operazioni rilevanti nel sistema bancario italiano che hanno modificato gli assetti di gruppi significativi, mentre sul piano economico il costo complessivo della vigilanza si attesta intorno ai 690 milioni per il 2025, sostenuto in larga parte dalle banche maggiori. Prosegue infine il consolidamento degli istituti meno significativi nell’Eurozona, scesi a 1.828 unità ma ancora in grado di rappresentare circa il 15% degli attivi complessivi, segno di un settore che cambia ma resta articolato.
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