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Italia: peggiorano le aspettative delle imprese su crescita e inflazione

La guerra in Iran ha comportato un «marcato deterioramento» nelle aspettative delle imprese italiane su crescita e inflazione. Lo ha rilevato la periodica survey condotta dalla Banca d’Italia tra febbraio e marzo sull’evoluzione del quadro macroeconomico. Rispetto alla precedente rilevazione _ ha sottolineato Via Nazionale – «i giudizi sulla situazione economica generale sono peggiorati in tutti i settori, così come le prospettive sulle proprie condizioni operative. Queste ultime risentono in particolare dell’incremento del prezzo delle materie prime energetiche e dell’incertezza economica e politica legata al conflitto in corso».

La domanda totale si è indebolita in tutti i comparti; l’industria in senso stretto ha registrato un peggioramento anche nella componente estera. Per i prossimi tre mesi le attese delle imprese sulle vendite complessive sono rimaste positive, a fronte tuttavia di un calo delle prospettive sull’export. Anche le condizioni per investire segnalano un marcato peggioramento, accentuato dallo scoppio della guerra. È comunque da notare che i piani di investimento per il 2026 sono rimasti «sostanzialmente» invariati rispetto a quanto prefigurato nella precedente rilevazione, salvo una moderata flessione nell’industria in senso stretto.

I prezzi praticati negli ultimi 12 mesi sono cresciuti a un ritmo sostanzialmente analogo rispetto alla precedente rilevazione; nei prossimi 12 mesi i listini sono previsti aumentare «in misura moderata, nonostante le attese di maggiori costi di produzione, prefigurando una riduzione dei margini».

Un capitolo dei questionari sottoposti alle imprese ha riguardato l’adozione dell’Intelligenza artificiale (AI) e le risposte hanno segnalato un’adozione modesta delle nuove tecnologie. Il 27 per cento ne ha dichiarato un uso limitato o moderato e solo il 3 un uso estensivo. L’adozione cresce con la dimensione aziendale, raggiungendo il 62 per cento tra le imprese con oltre mille addetti, e appare più diffusa nei servizi che nell’industria in senso stretto. «Le principali barriere all’adozione o a un utilizzo più estensivo di questa tecnologia deriverebbero dalla mancanza di competenze adeguate e dalla percezione di scarsa applicabilità dell’IA all’attività specifica della propria impresa».

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