Banca del Fucino archivia il 2025 con un utile lordo di 16,87 milioni di euro e un utile netto di 10,69 milioni, interamente generato dalla gestione ordinaria. Il consiglio di amministrazione, su proposta dell’AD Francesco Maiolini, ha approvato il progetto di bilancio che sarà sottoposto all’assemblea del 14 maggio. Il quadro è quello di una banca in crescita, con ricavi in aumento e un rafforzamento patrimoniale evidente.
Gli impieghi salgono a 2,7 miliardi, in aumento del 10,6%. La raccolta diretta raggiunge i 4,6 miliardi, +7,5%. Il prodotto bancario arriva a 8,3 miliardi. Crescono anche i margini. Il margine di interesse supera gli 87 milioni, +10,4%. Il margine di intermediazione va oltre i 155 milioni, +7,6%.
Sul fronte della qualità del credito emergono indicazioni più concrete. La banca segnala una politica di provisioning definita «incisiva», anche alla luce dell’ispezione ordinaria condotta dalla Banca d’Italia. A questo si affianca un processo di derisking che ha portato a una riduzione dell’NPL ratio lordo al 5,93%. Un livello che indica un miglioramento, pur restando in un’area che richiede monitoraggio.
Il rafforzamento patrimoniale è significativo. I fondi propri superano i 377 milioni, in aumento di oltre 100 milioni rispetto al 2024. Migliorano tutti gli indici regolamentari. Il CET1 sale al 14,99%, il Tier1 al 15,14% e il Total Capital Ratio al 18,34%. La banca conferma infine gli obiettivi di crescita, mantenendo una traiettoria che combina sviluppo commerciale e progressiva riduzione del rischio.
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