BFF Bank, dopo l’arrivo dei commissari nominati da Banca d’Italia in affiancamento del CDA, ha corretto al ribasso i risultati del 2025 e i target del 2026. Rispetto ai dati di bilancio comunicati a febbraio, l’utile netto contabile del 2025 è sceso da 70,2 a 37 milioni e il cosiddetto utile rettificato da 151,7 a 139,1 milioni.
La revisione dell’ultima riga del conto economico è stata l’effetto di valutazioni più conservative del portafoglio crediti della banca, specializzata nelle operazioni di factoring e leasing nei confronti della pubblica amministrazione. In particolare, ciò che ha maggiormente inciso nella variazione del bilancio è stata la riclassificazione di crediti del portafoglio factoring in past due (esposizioni scadute o sconfinanti), con un incremento di 1,36 miliardi, e ulteriori accantonamenti a fronte di sentenze negative per 28,7 milioni, che hanno portato questa voce contabile a un ammontare complessivo di 104 milioni.
Le rettifiche hanno portato inoltre Bff a non rispettare a fine 2025 il requisito patrimoniale minimo del 13,3% in termini di Total Capital Ratio, sceso al 12,31% (il CET1 è invece al 9,94%, a fronte di una soglia SREP al 9,8%). L’istituto ha quindi «presentato al regolatore un piano di conservazione del capitale» e attivato il «recovery plan al fine di garantire un maggior presidio ed efficacia delle azioni rimediali della banca».
Nel corso della conference call con gli analisti, l’AD Giuseppe Sica ha sottolineato di non prevedere al momento alcun aumento di capitale né «sforamenti dei coefficienti patrimoniali nel 2026 e nel 2027». Un deficit, in assenza di iniziative esterne, è invece atteso nel 2028 a causa dell’applicazione del calendar provisioning (svalutazione progressiva dei crediti deteriorati) della Banca Centrale Europea, ma Sica ha assicurato che Bff è al lavoro «per mitigare questo rischio».
La banca è infatti assistita da Mediobanca e Morgan Stanley nel «processo di valutazione delle opzioni strategiche e del futuro sviluppo del modello di business» per «la massimizzazione della creazione di valore a beneficio di tutti gli stakeholder». Allo studio è anche una ricapitalizzazione della banca, per la quale, comunque, ha detto Sica, «serve tempo». J.P. Morgan e PwC continuano invece a operare in qualità di advisor di BFF Bank nell’ambito di una potenziale cartolarizzazione che dovrebbe riguardare un ammontare di crediti fino a un miliardo.
Per quanto riguarda le prospettive per i prossimi mesi, il target di utile netto rettificato 2026 è stato tagliato tra i 115 e i 140 milioni, da 160, con un ROTE tra il 16% e il 20% (da circa 24%). Quando i nuovi dati sono stati pubblicati, venerdì, il titolo Bff è stato oggetto di una nuova ondata di vendite in Borsa, lasciando sul terreno – ha scritto Il Sole 24 Ore – il 13,66% del suo valore.
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