Nel 2026 il Private Banking italiano continua a crescere, anche se all’interno di uno scenario macroeconomico meno lineare rispetto agli anni precedenti. Secondo le previsioni AIPB–Prometeia, le masse del comparto raggiungeranno 1.491 miliardi di euro, con un incremento del 5,2%, mentre il contesto globale sconta tensioni geopolitiche, uno shock energetico e una crescita più debole sia in Europa sia in Italia. Il quadro, in sostanza, è quello di un’economia che rallenta ma non si ferma e che spinge gli investitori verso un approccio più prudente.
La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane sale a 3.988 miliardi di euro (+2,5%), con una propensione al risparmio che resta elevata, intorno all’8%. Un dato che, letto insieme al rallentamento dei consumi e del reddito disponibile, segnala una dinamica chiara: si continua a mettere da parte, ma con una crescita più nominale che reale. Il potere d’acquisto, infatti, resta sotto pressione.
Il contesto macroeconomico pesa sulle decisioni delle banche centrali, con inflazione europea ancora al 2,8% e margini di manovra ridotti sui tassi. In questo scenario, l’Europa mostra le difficoltà maggiori, mentre l’Italia si muove su una crescita minima (+0,4%), sostenuta quasi interamente dal contributo del PNRR. È un equilibrio fragile, che rende più centrale la gestione del risparmio privato.
È proprio qui che il Private Banking conferma la sua attrattività. Il settore intercetta il 77% dei nuovi flussi di ricchezza finanziaria, pari a circa 54 miliardi su 72 complessivi, e mantiene una quota di mercato che sale al 37%. Un posizionamento che deriva da un modello di servizio sempre più orientato alla consulenza e alla gestione attiva del patrimonio, in un contesto in cui la semplice conservazione del capitale non basta più.
Sul fronte delle masse, la crescita è trainata soprattutto dalla componente gestita, attesa in aumento del 7,1%, seguita dal comparto assicurativo (+4,9%) e dall’amministrato (+4,3%). La liquidità, invece, continua a ridursi fino al 13% del portafoglio complessivo, minimo storico, con una progressiva riallocazione verso strumenti finanziari. Il segnale è chiaro: meno parcheggio e più investimento, anche se con un’impostazione ancora difensiva.
Il contributo dei mercati resta positivo ma contenuto (+1,4%), coerente con una fase in cui la priorità è la protezione del valore più che la ricerca aggressiva di rendimento. In questo contesto, il settore non beneficia pienamente delle performance degli indici, ma continua comunque a sovraperformare il sistema finanziario nel suo complesso.
Nel corso dell’Assemblea AIPB, il presidente Andrea Ragaini ha sottolineato come il tema centrale non sia più solo la crescita quantitativa della ricchezza, ma la sua trasformazione in valore reale nel tempo. «In uno scenario di crescita debole e crescente incertezza, il Private Banking continua a intercettare una parte rilevante dei nuovi flussi finanziari delle famiglie italiane», ha dichiarato, evidenziando come la consulenza debba accompagnare le famiglie verso scelte di investimento più consapevoli.
A livello associativo, AIPB consolida il ruolo di hub del settore con 160 associati e un incremento della soddisfazione dei soci. La struttura si rafforza anche sul piano formativo e istituzionale, con un aumento delle attività di ricerca, del dialogo con le autorità e dei programmi di education, dal Master ai corsi professionali fino ai percorsi di alfabetizzazione finanziaria nelle scuole.
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