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Banca Ifis valuta cessione a partner strategico di una quota delle sue attività NPL

Banca Ifis potrebbe cedere una partecipazione delle sue attività NPL a un partner strategico, deconsolidandole dal proprio bilancio. Il calendar provisioning, che in queste settimane sta agitando i sonni di BFF Bank (vedi Be Bankers del 6 maggio), ha fatto la sua comparsa ieri anche nelle riflessioni di Banca Ifis.

L’istituto di credito della famiglia Fürstenberg ha pubblicato i conti del primo trimestre dell’anno, chiusi con un utile netto di 31 milioni di euro, in calo rispetto ai 47,3 milioni registrati nello stesso periodo del 2025, come somma dei risultati netti realizzati da Banca Ifis e da Illimity prima che quest’ultima fosse acquisita dall’istituto di credito veneziano.

Quest’ultimo è stato un importante attore, in questi anni, nel business dei crediti deteriorati, ma l’evoluzione del quadro regolatorio lo spinge ad avviare una revisione del proprio modello di business.

Nei mesi scorsi la BCE, sia pure a partire dal 2028, ha allargato le norme del calendar provisioning — che implicano un’automatica svalutazione dei crediti deteriorati entro tempi prestabiliti — anche alle banche cosiddette meno significative, cioè quelle di minori dimensioni. Detenere quei crediti difficili diverrà tra qualche anno molto costoso, in termini di assorbimento di capitale, anche per Banca Ifis, che dunque sta valutando alcune vie d’uscita.

«Abbiamo avviato un’analisi strategica del business NPL, valutando diverse opzioni che consentano di preservare flessibilità strategica e rendimenti coerenti con il livello di rischio», ha dichiarato ieri l’amministratore delegato Frederik Geertman. Nella presentazione dei dati trimestrali è infatti spiegato che, tra le «alternative strategiche», c’è anche la «potenziale cessione di una partecipazione nella nostra attività NPL a un partner strategico e la sua potenziale deconsolidazione».

In questo nuovo scenario Banca Ifis sta implementando un nuovo modello di business che — è sottolineato nel comunicato diffuso ieri — «permetterà al Gruppo una maggiore focalizzazione sul commercial banking per le PMI, con un portafoglio di prodotti e servizi per le imprese oggi completo grazie all’apporto di Illimity, che si conferma un asset di valore strategico nel nuovo modello, anche rispetto al segmento private banking con la nuova divisione Fürstenberg (SIM e SGR)».

Per tornare ai numeri del trimestre appena trascorso, il margine di intermediazione complessivo si è attestato a 216,4 milioni di euro, trainato da un margine di interesse pari a 127,4 milioni di euro, da commissioni nette per 33,7 milioni di euro e da ricavi da attività di trading e altri proventi per 55,3 milioni di euro.

Il segmento dei crediti deteriorati (NPL) ha registrato ricavi in calo a 47,2 milioni di euro, in diminuzione rispetto all’anno precedente. La flessione è legata anche alla stagionalità e a una maggiore selettività negli acquisti di portafogli. Restano solidi gli incassi da attività di recupero, pari a 98 milioni di euro, a conferma della capacità operativa in un contesto più prudente.

Sul piano patrimoniale, i principali indicatori risultano in miglioramento: il CET1 ratio sale al 13,71% e il Total Capital Ratio al 18,97%, anche grazie all’emissione di un bond subordinato Tier 2 da 400 milioni di euro. La liquidità rimane elevata e il costo del funding continua a ridursi.

Infine, prosegue il processo di razionalizzazione del gruppo con la prevista cessione di attività non strategiche (Arec Neprix e Abilio). La politica dei dividendi resta significativa, con una distribuzione complessiva di 2,12 euro per azione relativa all’esercizio 2025.

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