I conti di BFF Bank continuano a manifestare un andamento «ad elastico». Dopo la classificazione a deteriorati di una massa assai ingente di crediti, resa nota nei giorni scorsi con la riscrittura del bilancio 2025, la banca ha pubblicato ieri il rendiconto trimestrale che mostra un utile in crescita a €49,5 milioni (+40%).
Anche eliminando gli elementi non ricorrenti, in gran parte dovuti a partite fiscali, l’utile netto rettificato del periodo si colloca a €43,2 milioni, comunque in crescita del 24 per cento. I due dati (massa dei deteriorati e utile netto) non hanno una diretta relazione, ma mostrano le due facce con cui BFF Bank è attualmente percepita.
La dilatazione nel perimetro dei crediti deteriorati, imposta dalla Banca d’Italia (in applicazione dei criteri più restrittivi della Bce), la cui ispezione è ancora in corso e che ha nominato due commissari in affiancamento del cda, rappresenta senza dubbio un segnale di allarme. Quella zavorra, composta in gran parte da crediti scaduti – passati, con la riclassificazione, da €1.632 milioni del 31 marzo 2025 a €2.830 milioni del primo trimestre 2026 – pesa nel complesso per il 73% nel portafoglio crediti, «nonostante – ha tenuto a sottolineare la banca nel suo comunicato – una loss given default trascurabile».
La gran parte dei crediti gestiti da BFF riguarda infatti le pubbliche amministrazioni che, prima o poi, onorano i loro debiti. Tra l’altro, le sofferenze vere e proprie sono in diminuzione: da €105 milioni del 31 marzo 2025 a €89 milioni alla stessa data di quest’anno.
In questa girandola di cifre, il mercato a chi crede? Il titolo della banca, quotata in borsa, nell’ultima settimana è salito del 14,56 per cento. Soltanto ieri, dopo la pubblicazione della trimestrale, ha fatto registrare un rialzo del 3,88 per cento.
Tuttavia, quella grande massa di deteriorati spaventa perché, per effetto del calendar provisioning della Bce, a partire dal 2028 sarà progressivamente svalutata, comportando un ingente bisogno di capitale. Per far fronte a questa prospettiva, gli amministratori – lo ha confermato ieri il comunicato della banca – hanno «in corso la valutazione delle possibili opzioni strategiche e della potenziale cartolarizzazione».
Nel frattempo, è stato nominato Gianluca Formenton, banchiere di lunga esperienza con un passato in BPER e Capgemini, nel nuovo ruolo di Chief Operating Officer. Si tratta di una funzione istituita per integrare la supervisione delle aree Operations, Organizzazione e IT, con riporto diretto al Group CEO, Giuseppe Sica.
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