Il barometro del credito al consumo in Italia è ancora orientato verso il bel tempo, anche se, nei diversi segmenti, si registrano differenti performance. Nel primo trimestre l’accelerazione del credito al consumo (+4,9% le erogazioni dopo un 2025 che ha segnato il +2,4%) è stata sostenuta dai finanziamenti per l’acquisto di auto e moto (+6,2%) e dalla cessione del quinto dello stipendio e della pensione (+7,5%), mentre è rallentata la corsa dei mutui casa (+4%) e sono crollate le surroghe (-66,8%).
È la fotografia scattata dalla 60ª edizione dell’Osservatorio credito al dettaglio di Assofin, Crif e Prometeia, presentato ieri a Milano. Anche sul fronte della qualità del credito le indicazioni sono positive. Il tasso di default del credito alle famiglie (1,5% a marzo 2026) è stato giudicato «molto contenuto». Leggermente più elevato, all’1,8%, è il medesimo indicatore in relazione al credito al consumo. In questo contesto il report segnala la minore rischiosità dei finanziamenti per l’acquisto di un’autovettura, per i quali il tasso di default si colloca allo 0,7%. Da ultimo, «la qualità del credito dei mutui si conferma elevata ed in ulteriore lieve miglioramento».
In prospettiva – è la previsione del rapporto Assofin-Crif-Prometeia – «la crescita del credito alle famiglie si consoliderà su ritmi modesti in una cornice macroeconomica condizionata dalle tensioni internazionali».
Le indicazioni del report, comunque, non sembrano del tutto sovrapponibili a quelle che, sulla stessa tematica, erano giunte in questi mesi dalla Banca d’Italia. In particolare, nel febbraio di quest’anno l’Indagine sul credito bancario nell’area dell’euro, diffusa per l’Italia da Via Nazionale, aveva sottolineato che «nel quarto trimestre del 2025 la quota di crediti deteriorati presenti nei bilanci bancari ha comportato un irrigidimento dei criteri di offerta per il credito al consumo, con attese di un’ulteriore restrizione nel trimestre in corso». E ad aprile, con il rapporto sulla Stabilità finanziaria, Bankitalia era tornata sull’argomento osservando che nel mese di febbraio «il credito al consumo ha rallentato, in particolare la componente dei prestiti finalizzati, verosimilmente in connessione con la riduzione della domanda di veicoli. Il costo complessivo del credito al consumo è rimasto alto, al 10,3% a febbraio, ma in diminuzione di circa 20 punti base dal valore massimo del 2025, osservato dodici mesi prima».
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