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Fisco: il magazzino dei crediti dello Stato cresce ancora e diviene sempre più irrecuperabile, dice la Corte dei conti

A dicembre 2025 aveva raggiunto i 1.331 miliardi, rispetto ai 1.273 miliardi dell’anno precedente

Il magazzino dei crediti dello Stato continua ad espandersi e diviene sempre più irrecuperabile. Al 31 dicembre 2025 aveva raggiunto i 1.331 miliardi di euro e, escludendo le dilazioni in corso e i recuperi sospesi per la presenza di rottamazioni, solo 93,1 miliardi (circa il 7%) hanno l’effettiva possibilità di essere incassati.

A sottolinearlo, scrive Italia Oggi, è la Corte dei conti nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2025, pubblicata il 24 giugno scorso. La recuperabilità risulta in decremento rispetto al 2024, quando venivano considerati potenzialmente recuperabili 99 miliardi di euro, con una correlata percentuale di incasso che si avvicinava all’8%.

Nel documento viene sottolineato che circa il 41% dell’intero ammontare del magazzino risulta di difficile recupero, poiché 149,3 miliardi sono riferibili a soggetti sottoposti a procedure concorsuali, 254,2 miliardi gravano su persone decedute o imprese cessate, 137,9 miliardi fanno capo a posizioni che, dalle evidenze dell’Anagrafe tributaria, risultano censite come nullatenenti e 46,7 miliardi risultano con attività di recupero coattivo sospesa.

Considerato che la quota residua, al netto delle fattispecie sopra descritte, è pari a 742,9 miliardi di euro e che sono state attivate procedure esecutive o cautelari sull’82% del totale, equivalente a 609,9 miliardi, il valore del carico residuo effettivo si riduce a 93,1 miliardi, escludendo anche le somme oggetto di rateizzazione, quantificate in 40 miliardi di euro.

Analizzando il flusso annuale medio dei carichi nel 2025, si rileva che il netto affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione è stato di 79,7 miliardi di euro, il 13,1% in meno rispetto a quanto affidato nel 2024. Il valore è però più che quadruplicato rispetto al 2002, anno in cui era stato registrato il dato più basso, pari a 17,9 miliardi di euro.

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