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Fisco e riscossione: Garavaglia propone stop al fermo auto

Un Ddl al Senato ridisegna le misure cautelari sui debiti tributari, sostituendo l’attuale sanzione amministrativa con l’ipoteca esattoriale

Nel perimetro della riscossione fiscale potrebbe aprirsi una revisione degli strumenti cautelari sui beni mobili registrati. Massimo Garavaglia (Lega), presidente della Commissione Finanze di Palazzo Madama, ha presentato un disegno di legge che prevede la sostituzione del fermo amministrativo con l’ipoteca legale esattoriale. Il provvedimento – riferisce Radiocor – è stato illustrato nella relazione accompagnatoria come un intervento di riequilibrio tra esigenze erariali e impatto sul contribuente.

La disciplina vigente consente all’agente della riscossione di disporre il fermo dei beni mobili registrati del debitore, in prevalenza autovetture, con esclusione dei casi in cui sia dimostrata la strumentalità del bene all’attività d’impresa o professionale. Tale misura, negli anni, è stata utilizzata come leva coercitiva nel recupero dei crediti fiscali, incidendo in modo diretto sulla disponibilità dei beni.

Il Ddl propone un cambio di impostazione, indicando nell’ipoteca esattoriale uno strumento «più equilibrato» rispetto al fermo. La scelta si colloca, per il proponente, in una logica di maggiore proporzionalità, pur mantenendo la tutela del credito pubblico attraverso una garanzia reale sul patrimonio del debitore.

Sul piano del credito e della gestione dei non performing loans, l’eventuale superamento del fermo amministrativo implica una ricalibrazione delle dinamiche di recupero. La misura ipotecaria, infatti, agisce sul valore di lungo periodo del bene, più che sulla sua immediata indisponibilità, con possibili effetti sulla tempistica e sulle modalità di realizzo delle garanzie.

La gestione dei crediti deteriorati e la maggiore attenzione alla qualità del credito fanno da sfondo alla proposta, che interessa un ambito particolarmente sensibile della riscossione. E si propone di bilanciare l’efficacia del recupero con la sostenibilità degli strumenti cautelari, contenendo gli effetti sui beni di uso quotidiano senza ridurre il livello delle tutele per l’erario. Una tutela, per la verità, alquanto relativa se il debitore non vende il proprio bene, il cui valore, peraltro, si riduce nel tempo, a differenza del debito. Secondo diverse fonti giornalistiche, in Italia vi sono circa 4 milioni di veicoli sottoposti a fermo amministrativo, un milione dei quali sono ormai carcasse inutilizzabili.

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