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Bff Bank: la banca chiude la semestrale con utili in diminuzione e su di essa scende in campo Bper

Regge la macchina operativa di Bff Bank su cui, intanto, scende in campo Bper. La banca, specializzata nel factoring dei crediti verso la pubblica amministrazione, ha chiuso i conti del primo semestre dell’anno con un utile netto contabile in diminuzione del 27% a €51,4 milioni (€70,4 milioni nel primo semestre 2025).

È l’effetto delle ispezioni della Banca d’Italia che hanno imposto la riclassificazione a «deteriorati» di una massa ingente di crediti (€1,4 miliardi classificati in «past due»), con l’effetto di zavorrare il bilancio con nuovi accantonamenti e, sul piano patrimoniale, di abbassare gli indici patrimoniali (CET1 ratio e Total Capital Ratio) sotto i requisiti della vigilanza.

Quei ratio, attraverso la recente vendita di 3,1 miliardi di titoli di Stato che ha generato una plusvalenza di €62 milioni, sono ora tornati sopra i minimi con un CET1 ratio e Total Capital Ratio pro-forma – ha informato il comunicato sulla semestrale – pari rispettivamente a 11,1 e 13,6 per cento.

Il quadro di Bff è comunque distorto dai temi regolamentari che hanno attivato l’azione della vigilanza. Sono sostanzialmente riconducibili alla definizione più rigida di default adottata dalla Bce e al calendar provisioning, la disciplina imposta da Francoforte (recentemente allargata anche alle banche di dimensioni minori) che impone una progressiva svalutazione dei crediti deteriorati entro un calendario rigido.

Escludendo dal bilancio gli elementi non ricorrenti, ossia l’effetto delle partite regolamentari sopra accennate, il bilancio adjusted di Bff Bank è solido e mostra un utile netto in crescita dell’8% a €81,3 milioni.

Senza considerare l’impatto negativo del principale elemento «non ricorrente», i €21 milioni relativi al rapporto ispettivo della Banca d’Italia, l’utile netto sarebbe stato comunque in crescita del 3 per cento. Bff Bank gestisce crediti degli enti locali su cui c’è una piena garanzia dello Stato. Escludendo quelle derivanti dai comuni italiani in dissesto, le sofferenze della banca ammontano ad appena €6 milioni.

Il nodo del contendere è tutto lì. Nel suo comunicato la banca sottolinea che «la classificazione delle attività deteriorate segue la definizione prudenziale di default (i.e. past due, inadempienze probabili e sofferenze), a prescindere dalla rappresentazione di un rischio di credito collegato. Pertanto – con riferimento alle esposizioni verso enti pubblici classificati a default per effetto di ritardati pagamenti – possono verificarsi rilevanti disallineamenti tra dati contabili, prudenziali ed effettive prospettive di incasso della Banca».

Il che, evidentemente, è un nonsense, perché le regole prudenziali dovrebbero rispecchiare l’effettivo profilo di rischio di un intermediario bancario. Ma quelle regole ci sono e vanno rispettate. La banca sta operando in tre direzioni.

Allo studio c’è innanzitutto la maxi cartolarizzazione da 1,2 miliardi di crediti deteriorati pensata per ripulire l’attivo (advisor Jp Morgan e Pwc).

Se le condizioni di mercato lo consentiranno, Bff Bank ha poi allo studio l’emissione di strumenti subordinati computabili nel Tier 2, oppure senior, per rafforzare la posizione patrimoniale soprattutto a partire dal 2028, quando le regole del calendar provisioning entreranno integralmente in vigore.

La terza strada è quella della ricerca di partner strategici. La banca – ha spiegato il comunicato – ha ricevuto manifestazioni di interesse preliminari e non vincolanti da parte di operatori nazionali e internazionali e ha avviato i conseguenti approfondimenti e interlocuzioni.

Sono stati fatti i nomi di Cerberus e CF+ e soprattutto quello della cordata Amco-Bpm, con quest’ultima che punterebbe alla divisione pagamenti e alla banca depositaria.

Nelle ultime settimane, però – ha scritto Mf – l’interesse di Piazza Meda si sarebbe raffreddato per questioni di prezzo e per i dubbi del suo principale socio, il Crédit Agricole.

Su questo fronte la vera novità, in queste ore, è rappresentata da Bper. La banca emiliana, a margine della pubblicazione dei suoi dati semestrali, ha reso noto di aver presentato a Bff Bank una manifestazione di interesse non vincolante finalizzata all’acquisizione delle sole attività relative ai business dei pagamenti e di banca depositaria.

Proprio i rami che avevano attirato l’interesse di Bpm.

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