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Bff Bank: in salita le trattative per l’ingresso di Cerberus nel capitale

Il fondo statunitense valuta l’ingresso con una quota del 30%, ma pesano le incognite sulla ricapitalizzazione, i rilievi contabili e le resistenze degli altri soci

Sono in salita le trattative del fondo Usa Cerberus per acquisire il 30% di Bff Bank, istituto di credito specializzato nel factoring verso la pubblica amministrazione e da tempo in difficoltà. Cerberus, ha scritto MF, sta incontrando diverse criticità nel portare avanti la sua proposta non vincolante per rilevare il ramo factoring della banca, partecipando con 180 milioni di euro a un piano di ricapitalizzazione da 400 milioni.

Il fondo statunitense punta a trasferire l’attività di factoring di Bff alla propria controllata svedese Brocc Finance. In questo modo verrebbe risolto il deficit di capitale che l’istituto italiano ha già previsto a partire dal 2028 per l’integrale applicazione delle regole BCE sul calendar provisioning (accantonamenti progressivi sui crediti deteriorati secondo un rigido calendario). Quella normativa, che si accompagna all’emersione di un portafoglio di crediti distressed per 1,4 miliardi di euro, anche in questo caso effetto di una più rigida definizione di credito deteriorato da parte della BCE, si applica infatti alle banche ma non alle società finanziarie, come nel caso di Brocc Finance.

Le perplessità di Cerberus nascono piuttosto dal fatto che gli altri soci della banca, già in disaccordo sullo spezzatino che si prepara per l’istituto, potrebbero non partecipare alla ricapitalizzazione, facendo così mancare risorse indispensabili per il rilancio di Bff Bank.

Un altro nodo riguarda il modo aggressivo con cui Bff contabilizza gli interessi di mora dovuti dalla pubblica amministrazione. Si tratta di un tema sul quale, peraltro, si erano concentrati anche i rilievi della Banca d’Italia al tempo delle sue prime ispezioni. Il fatto è che tali attivi non vengono sempre incassati per intero, soprattutto se è in corso un contenzioso sul credito sottostante. Le controversie si chiudono spesso con transazioni a cifre inferiori, circostanza che in futuro potrebbe spingere Bff a svalutare parte degli interessi di mora già contabilizzati.

L’ingresso di Cerberus con una partecipazione del 30% rappresenta inoltre un ulteriore passaggio delicato, poiché l’attuale statuto della banca vieta aumenti di capitale superiori al 10% se privi del diritto d’opzione. Occorrerebbe pertanto convocare un’assemblea straordinaria per rimuovere tale ostacolo modificando lo statuto, ma non è detto che tutti i soci siano d’accordo.

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