Le piattaforme che stanno riscrivendo il lavoro degli avvocati arrivano da Stoccolma, Berlino, Milano e Pisa. Be Bankers ha interpellato quattro tra i principali protagonisti di questo nuovo mercato
QUATTRO PIATTAFORME DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE RACCONTANO LA TRASFORMAZIONE DEL LAVORO LEGALE E DELLA GESTIONE NPE, TRA AUTOMAZIONE, FONTI VERIFICABILI, SPECIFICITÀ DEL DIRITTO ITALIANO E RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE.
Nel 2022 questo mercato praticamente non esisteva, almeno non nelle dimensioni attuali. Oggi la svedese Legora, fondata a Stoccolma nel 2023, dopo l’ultima Series E guidata da Atreides Management vale otto virgola otto miliardi di dollari e dichiara di aver superato i cento milioni di ricavi ricorrenti in diciotto mesi dal lancio commerciale: per Bessemer Venture Partners, che è tra i suoi investitori, si tratta della scalata più rapida mai registrata da una società di software enterprise, addirittura davanti a OpenAI e ad Anthropic. Oggi i ricavi ricorrenti annualizzati dichiarati sono intorno ai duecento milioni di dollari. Sono i principali protagonisti di un nuovo mercato, quello degli intermediari, che offrono servizi agli studi legali, utilizzando le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Veri e propri Agenti IA, si potrebbe dire, tanto che Legora si definisce proprio «il sistema operativo agentico per il lavoro legale». Le valutazioni molto elevate rispetto ai ricavi attuali delle software house riflettono aspettative di espansione ben oltre il tradizionale mercato del software per studi legali; in altre parole, il capitale non sta scommettendo su ciò che questi operatori fanno oggi, ma su ciò che si presume faranno domani.
Sarebbe però un errore leggere la vicenda solo come una storia di finanza; ciò che è cambiato, nel giro di pochi anni, è proprio la natura del prodotto. Non si tratta più, infatti, di chatbot a cui porre domande generiche, ma di ambienti di lavoro in abbonamento, che s’installano dentro Word e dentro al gestionale dello studio, dove l’avvocato carica i propri fascicoli e chiede di confrontare, estrarre clausole, cercare precedenti o redigere una bozza d’atto. Il modello di ricavo è per utente al mese, con contratti pluriennali e, mentre i player internazionali non pubblicano listini e trattano cifre nell’ordine del migliaio di dollari mensili per professionista (anche se Legora si sta già muovendo verso un sistema Consumption Based Pricing), gli operatori italiani espongono i prezzi sul sito. C’è da dire che non è un dettaglio commerciale: sono due mercati diversi, uno che vende alle grandi organizzazioni attraverso procurement negoziati, l’altro che vende anche allo studio da tre avvocati.
Il modello è uguale per tutti
Come evidenziato da uno studio dello Stanford Center for Legal Informatics di giugno scorso, la differenza non dipende più soltanto dal modello linguistico, spesso acquistato da fornitori comuni, ma dipende soprattutto dall’architettura che lo circonda (harness), dai contenuti, dai sistemi di retrieval e di verifica e dall’integrazione nei flussi di lavoro.
Ci sono le piattaforme globali indipendenti, che partono dalla tecnologia e i contenuti li acquisiscono: Legora comprando Qura (una società di ricerca giuridica) e stipulando una partnership con Lextel AI per avere le fonti normative, giurisprudenziali e dottrinarie italiane. Libra rappresenta, invece, il caso di una piattaforma IA indipendente successivamente acquisita e integrata nell’ecosistema documentale di un grande editore giuridico (Wolters Kluwer). Poi ci sono le verticali italiane, che rivendicano l’impostazione opposta a quella internazionale: non un modello generalista adattato al diritto italiano, ma banche dati proprietarie di fonti verificate, costruite per gli ordinamenti di civil law, dove la fedeltà al testo normativo conta più della fluidità della risposta. Aptus.AI, che rende la normativa machine-readable, trasformandola in informazioni strutturate e interpretabili dall’AI, dichiara oltre duecento autorità normative monitorate in sette giurisdizioni, settanta milioni di norme indicizzate e sette milioni di sentenze di merito e di legittimità, con fonti verificate e aggiornate quotidianamente; Lexroom rivendica oltre dodici milioni di fonti giuridiche con ogni risposta tracciabile all’origine.
Si tratta di una divergenza industriale prima ancora che tecnica e, per il lettore italiano, è il criterio con cui giudicare tutto il resto.
La legge è arrivata su un mercato ancora immaturo
In Italia l’adozione dell’AI ha già superato la soglia simbolica: secondo il Rapporto Censis-Cassa Forense 2026, il 55,3% dichiara di utilizzare tali sistemi. Fra gli ostacoli all’adozione il rapporto indica, con incidenze differenti: formazione insufficiente, timore degli errori, costi e riservatezza. Il legislatore italiano è intervenuto quando il mercato era ancora in una fase iniziale di diffusione: l’articolo 13 della legge 132 del 2025 dispone che l’utilizzo sia «finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto» e richiede la prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione, oltre a imporre l’informativa al cliente. Il perimetro è fissato per legge: la macchina assiste, ma è il professionista che risponde.
Le sentenze che non esistono
Che non sia un’affermazione retorica lo ha già dimostrato la pratica in quanto sono diversi i tribunali che hanno sanzionato avvocati per aver richiamato sentenze inesistenti (il fenomeno delle cd. allucinazioni) e anche la Corte di Cassazione ha stigmatizzato l’uso da parte degli avvocati di strumenti generalisti d’intelligenza artificiale. Il fenomeno non riguarda soltanto gli avvocati: la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura dovrà occuparsi degli errori da intelligenza artificiale di un magistrato di corte d’appello penale autore di riferimenti giurisprudenziali inesistenti, sul quale la Procura generale della Cassazione ha già deciso di esercitare l’azione disciplinare. Questo spiega perché la verificabilità di ogni citazione sia diventata, prima ancora che un presidio tecnico, il principale argomento di vendita del settore.
Mercato NPE più frammentato
Per il credito deteriorato la questione è tutt’altro che accademica. Il Market Watch di Banca Ifis ha registrato, a settembre 2025, un’accelerazione degli investimenti in intelligenza artificiale nel comparto NPL europeo, con “analisi predittiva” in testa alle applicazioni, seguita da “gestione documentale” e “compliance”. Si tratta di un mercato che ha cambiato pelle. Secondo l’ottava edizione dell’Osservatorio NPE di CRIBIS Credit Management, realizzato con Credit Village, nel 2025 lo stock si è fermato a 47,5 miliardi con un NPE ratio del 2,6 per cento, mentre le cessioni sono scese a 17,5 miliardi, in calo del 27,1 per cento sul 2024, a fronte di un numero di operazioni cresciuto del 23,4 per cento fino a circa 622 mila: una riduzione della dimensione media dei portafogli e una crescente frammentazione del mercato, con primario e secondario ormai sostanzialmente allineati, 50,9 contro 49,1 per cento.
Come evidenziato da CRIBIS «La dinamica osservata implica un cambiamento rilevante, poiché evidenzia una maggiore complessità operativa, un progressivo aumento dei costi unitari di gestione e una sempre più crescente importanza della specializzazione del settore». In questa temperie, l’AI smette di essere una comodità organizzativa: se il valore non dipende più dalla massa, ma dalla capacità di estrarlo posizione per posizione, saper leggere migliaia di fascicoli in tempi industriali diventa un fattore di prezzo.
Le stesse domande a tutti
C’è un ultimo elemento ed è quello che rende la questione urgente anziché prospettica. Due operatori molto diversi fra loro hanno adottato lo stesso vocabolario nello stesso anno: Legora, da una parte, ha formalizzato il passaggio dal software come servizio all’agente come servizio, sistema che non attende l’istruzione umana passo per passo, ma esegue l’intero flusso di lavoro sotto supervisione; Aptus.AI ha presentato il proprio modello come il primo sistema operativo legale agentico per i professionisti del diritto, progettato per consentire loro di delegare all’AI attività e flussi di lavoro complessi, mantenendo verificabilità e controllo.
Per conoscere come il nuovo mercato si stia sviluppando, Be Bankers ha rivolto le stesse domande a quattro tra i principali operatori, che rispondono a modelli industriali diversi. Le loro risposte, messe una accanto all’altra, dicono molto su quanto di questo mercato parli davvero italiano.
«La macchina assiste, ma è il professionista
che risponde.»
Chi sono
APTUS AI
Pisa, 2018, con sedi anche a Milano e Lussemburgo. Nata nel mondo bancario, abilita un processo AI-Native attraverso un modello di IA agentica che supera la logica dell’assistente, permettendo di delegare all’AI interi flussi di lavoro (dalla ricerca alla reportistica), mantenendo il controllo delle decisioni in capo al professionista. La tecnologia si fonda su una banca dati proprietaria aggiornata quotidianamente, che comprende oltre 200 autorità normative in sette giurisdizioni, 70 milioni di norme e 7 milioni di sentenze. La società è certificata ISO/IEC 27001:2022, compliant a GDPR e AI Act. Tra gli investitori figurano P101 SGR e CDP Venture Capital. Si rivolge sia a professionisti e studi sia, in ambito enterprise, a banche, servicer e funzioni di controllo interne, come la Compliance. La piattaforma è adottata, fra gli altri, da Intesa Sanpaolo, Generali Investments, BPER, Banca Mediolanum, Banca Ifis e Cassa Centrale.
Andrea Tesei – CEO e co-founder di Aptus AI.
LEGORA
Stoccolma, 2023, inizialmente Leya. Vale 8,8 miliardi di dollari dopo la Series E da 550 milioni guidata da Atreides Management (ottobre 2026) e ha raccolto complessivamente oltre 1,4 miliardi. Oltre 1.800 organizzazioni in più di cinquanta mercati: White & Case, Linklaters, HSFK e l’ufficio legale di Barclays. Ha acquisito Qura per la ricerca giuridica e in Italia ha una partnership con Lextel AI. Dichiara 4,3 ore non fatturabili risparmiate per avvocato a settimana e il 42 per cento dei clienti che riferisce di aver acquisito nuovo lavoro grazie alla piattaforma. A Milano da ottobre 2026.
Marco Tansella – Legal Engineer di Legora.
LEXROOM
Milano, 2023. Cinquanta milioni di dollari raccolti a maggio 2026, circa settantatré in totale. Non un modello generalista adattato al diritto, ma una banca dati proprietaria di oltre dodici milioni di fonti giuridiche, costruita per gli ordinamenti di civil law, con ogni risposta tracciabile alla fonte. Oltre ottomila fra studi e uffici legali. Sta aprendo in Germania e Spagna.
Martina Domenicali – Co-founder e CRO di Lexroom.
LIBRA BY WOLTERS KLUWER
Berlino, 2023, acquisita da Wolters Kluwer nel novembre 2025 per un massimo di novanta milioni di euro. In Italia dal febbraio 2026, integrata prima con One LEGALE e poi con One FISCALE – quindi con il consolidato patrimonio informativo CEDAM, UTET Giuridica, Leggi d’Italia, IPSOA e il fisco – e con il software gestionale Kleos; da luglio i suoi flussi di lavoro operano anche all’interno delle soluzioni One. Attiva in undici giurisdizioni europee. È l’unico caso in cui l’intelligenza artificiale è stata integrata dentro l’archivio dell’editore, anziché andare a cercare i contenuti fuori.
Tommaso Ricci – Country Head of Legal Engineering di Libra by Wolters Kluwer per il mercato italiano.
Nel comparto degli NPE e del credito ad alto rischio, dove incide oggi in modo più concreto la vostra piattaforma? Due diligence su portafogli, analisi documentale massiva delle singole posizioni, redazione di atti, ricerca giurisprudenziale, gestione del contenzioso seriale: ci fareste un esempio reale di attività svolta?
APTUS AI
Incidiamo su tutte queste attività, perché costruiamo un vero processo AI-Native di gestione degli NPE, basato su fonti verificate in più giurisdizioni. Su un portafoglio di posizioni deteriorate, ad esempio, il team configura nella piattaforma le linee guida di approccio al contenzioso seriale e Aptus.AI mantiene lo storico dei casi gestiti, garantendo velocità e coerenza tra fascicoli simili, elemento decisivo in questo tipo di attività. Il punto centrale, però, è un altro: definire una strategia sulla base del quadro esistente è ciò che ogni professionista fa già. La vera difficoltà arriva quando la normativa o gli orientamenti giurisprudenziali cambiano, perché occorre invalidare l’approccio scelto. Aptus.AI aggiorna in continuo il proprio database e, con esso, ogni area di lavoro configurata: l’approccio si aggiorna dinamicamente da solo. Senza questo automatismo non esiste un processo AI-Native, ma solo un co-pilota che si muove quando ci muoviamo noi. Cambia così il throughput gestibile nello stesso tempo.
LEGORA
Oggi l’impiego più concreto è l’analisi della documentazione che compone ogni singola posizione creditizia. Questo può essere fatto con Tabular Review: una nostra feature che analizza in parallelo grandi volumi di documenti e restituisce i dati estratti in una tabella strutturata e verificabile. In sostanza, l’utente può caricare centinaia di documenti per volta (contratti, garanzie, titoli, corrispondenza) e definire le informazioni da estrarre: parti, importi, decadenze, vizi documentali. La piattaforma compila una tabella posizione per posizione e ogni dato rimanda al punto del documento da cui è tratto, così può essere verificato subito. Alla stessa logica risponde la due diligence di portafoglio. La ricerca giurisprudenziale sulle fonti italiane e la redazione degli atti ricorrenti (diffide, ricorsi monitori) hanno invece strumenti dedicati nella piattaforma. Un caso d’uso esemplificativo: diversi studi italiani utilizzano Legora per estrarre da decine di atti di un contenzioso seriale le informazioni rilevanti (qualificazione, eccezioni ricorrenti, importi), arrivando in poche ore a una tabella di sintesi e alle prime bozze di risposta, un lavoro che prima richiedeva giornate.
LEXROOM
L’impatto più immediato è nelle attività ad alta intensità documentale, come l’analisi dei fascicoli, la ricerca normativa e giurisprudenziale e la predisposizione delle prime bozze. Nel recupero crediti, per esempio, il professionista può partire dai documenti della posizione, ricostruire rapidamente gli elementi rilevanti, verificare la giurisprudenza applicabile e predisporre una lettera, una diffida o una bozza d’atto. Il vantaggio cresce nei processi seriali, perché l’AI può assorbire gran parte del lavoro ripetitivo, mentre valutazione della posizione, strategia processuale e decisione finale restano al professionista. Non abbiamo oggi un case study NPE nominabile che possiamo attribuire pubblicamente a un singolo cliente.
LIBRA
In questo comparto Libra interviene su due fronti concreti: l’analisi documentale massiva e la ricerca giuridica verificata. Con la funzionalità Discovery estraiamo e confrontiamo in blocco centinaia di posizioni di un portafoglio NPL, isolando quelle con documentazione incompleta o anomalie ricorrenti. Con la funzionalità Review verifichiamo atti e contratti di cessione rispetto a checklist interne. Tecnicamente – per costruzione dell’architettura – non abbiamo accesso alle chat né ai documenti caricati dagli utenti; non possiamo quindi raccontare il singolo caso. Sappiamo però di grandi operatori che abbiamo affiancato nella personalizzazione di workflow agentici dedicati: isolare automaticamente i documenti di una posizione, mappare a tappeto la giurisprudenza recente italiana ed europea su specifiche interpretazioni normative e redigere un report di rischio per ogni posizione alla luce di quanto trovato nel periodo di riferimento.
Quanto è profonda la copertura del diritto e della giurisprudenza italiana e con quale frequenza viene aggiornata? Esistono misurazioni indipendenti di questa copertura e di quali prestazioni offrono le vostre piattaforme?
APTUS AI
La copertura è totale e l’aggiornamento avviene più volte al giorno: gli enti regolatori non si aggiornano tutti insieme e commettono spesso errori (omissioni, imprecisioni, modifiche postume) che il nostro processo di monitoraggio, brevettato in Italia, Europa e Stati Uniti, individua. La sfida più tecnica nel civil law è un’altra: le abrogazioni implicite, difficili da riconoscere quando i testi sono acquisiti come semplici PDF. Trasformiamo ogni norma in un elemento atomico machine-readable, mappato su tutte le fonti collegate – modifiche, abrogazioni, estensioni, decadenze – preservando anche la dimensione storica dell’informazione, non solo il testo. Sulle misurazioni indipendenti, mancano ancora metriche sulla reale “groundedness” delle risposte, ovvero la metrica che misura quanta parte delle citazioni prodotte da un sistema sia davvero utile a sostenere la questione giuridica del caso. Per questo abbiamo pubblicato LegalITA, primo benchmark italiano su ragionamento giuridico e citazione verificabile: su 107 casi di Cassazione, la nostra piattaforma raggiunge l’80,6% di copertura, contro l’1-3% dei migliori modelli generalisti. Lo abbiamo reso disponibile alla comunità scientifica.
LEGORA
Ad oggi la nostra piattaforma include già oltre ottanta collezioni italiane. Per collezione intendiamo la raccolta organizzata dei documenti di una singola fonte istituzionale, dalla Gazzetta Ufficiale alla Cassazione, da Banca d’Italia all’ABF: i nostri sistemi leggono i portali ufficiali di queste istituzioni e ne raccolgono e indicizzano i documenti, avendo cura di tenerli sempre aggiornati con cadenza di regola giornaliera. A completare questa raccolta, l’approccio seguito è stato scegliere con cura un partner tra i fornitori di banche dati giuridiche. Dopo mesi di negoziazione, abbiamo da qualche settimana siglato e annunciato una partnership esclusiva con Tinexta Visura, tramite Lextel AI, che porta in piattaforma oltre sei milioni di documenti, con circa un ulteriore milione di decisioni di merito attese entro la fine del 2026: giurisprudenza di legittimità e di merito, normativa consolidata e aggiornata ogni giorno – dal TUB al Codice della crisi – dottrina e tanto altro. Misurazioni indipendenti delle prestazioni di Legora sono già disponibili: il Legora ROI Report è stato realizzato dall’analista di settore Ari Kaplan in 14 Paesi, con il 90% dei partecipanti presso studi con più di 200 avvocati. In aggiunta, sempre in ambito di misurazioni, abbiamo recentemente lanciato il Legora BAR (Benchmark for Agentic Reasoning), estratto da un corpus di valutazione di oltre 5.000 casi in 28 aree di pratica (gli avvocati definiscono per ogni caso i requisiti della risposta corretta; il punteggio è la quota soddisfatta, pesata per importanza).
LEXROOM
Il diritto italiano è stato il mercato sul quale abbiamo costruito Lexroom e sul quale abbiamo raggiunto la maggiore profondità. Il nostro database comprende oltre 12 milioni di fonti giuridiche, tra normativa, giurisprudenza, prassi e provvedimenti delle autorità, organizzati anche in più di 15 moduli specialistici, tra cui il diritto bancario. Le fonti vengono acquisite e aggiornate continuamente: il punto del nostro approccio data-first è proprio separare il dato dal modello, così che una modifica normativa possa entrare nel database ed essere immediatamente utilizzata dall’AI. Al momento non comunichiamo una misurazione indipendente della percentuale di copertura, poiché preferiamo essere trasparenti su questo anziché trasformare una stima interna in un benchmark scientifico.
LIBRA
La copertura si basa sul patrimonio delle banche dati One: normativa nazionale, comunitaria e codici, quindi – tra gli altri – TUB, Codice della crisi d’impresa e disciplina sulla cessione dei crediti sono nel perimetro, insieme alla giurisprudenza di legittimità e di merito, con testi vigenti e previgenti confrontabili. L’aggiornamento dei contenuti avviene entro poche ore dalla pubblicazione sulla fonte ufficiale. In aggiunta poi sono disponibili gli autorevoli contenuti di dottrina delle riviste specialistiche di One. Qualità, profondità e affidabilità sono i nostri punti di forza: i contenuti sono presidiati da un team dedicato che comprende la nostra Redazione e un pool di autori, professionisti e accademici, a cui si affiancano le costanti segnalazioni dei clienti sui livelli di copertura: oggi One è generalmente riconosciuta come una delle banche dati giuridiche più complete sul mercato italiano, grazie a un patrimonio informativo che comprende normativa, giurisprudenza, prassi, dottrina, codici commentati, strumenti operativi, news e formule.
Come affrontate il rischio di allucinazioni e la verificabilità delle fonti? Che garanzia ha l’utente che una norma o una sentenza citata esista realmente e dica ciò che la piattaforma riporta?
APTUS AI
È una scelta di design. Per noi l’AI Generativa è solo l’interfaccia conversazionale tra l’utente e il nostro database di normative strutturate e machine-readable: oltre 70 milioni di norme estratte da fonti ufficiali di più di 200 enti regolatori in 7 giurisdizioni. Il sistema è vincolato a estrarre informazioni solo da lì: non può inventare fonti che non possiede. Ma avere fonti verificate non basta. Il sistema deve essere in grado di ragionare sul diritto, fondare ogni risultato su fonti verificabili e riconoscere quando gli elementi disponibili non sono sufficienti per fornire una risposta affidabile. È la combinazione di queste capacità a rendere possibile affidare all’AI attività più complesse, mantenendo verificabilità e controllo. Il rischio, quindi, non scompare, ma cambia natura: l’AI può escludere fonti presenti nel database se non è guidata dal contesto corretto nel prompt e nel task. Per questo è essenziale accompagnare l’utente nella costruzione dei propri processi AI-Native ed è qui che interviene il nostro team interno di Legal Engineering. Non possiamo dare per scontato che tutti sappiano guidare da soli questa transizione: servono figure in grado di limitare le criticità della GenAI e collocare lo human in the loop nel punto giusto del processo, non a valle come semplice controllo formale.
LEGORA
Per la ricerca giuridica, Legora adotta un approccio cd. “retrieval-first”: prima individua e recupera documenti reali dalle fonti selezionate, poi elabora la risposta a partire da quel materiale. Questo riduce drasticamente il rischio di allucinazioni e, soprattutto, rende il risultato verificabile: le citazioni permettono all’utente di aprire il passaggio rilevante e confrontare direttamente l’analisi con la fonte. Questa logica di tracciabilità è disponibile nella web app e negli add-in per Word e Outlook, ed è alla base dell’utilizzo delle nostre funzionalità più importanti. Ad esempio, in Tabular Review le risposte sono collegate ai documenti di origine e i risultati a bassa confidenza vengono segnalati, così da indirizzare la verifica umana dove serve maggiormente. A monte, Legora sottopone modelli e configurazioni a valutazioni strutturate e continue su attività giuridiche realistiche, misurando correttezza fattuale, completezza, qualità delle citazioni, rischio di allucinazione, rilevanza e utilità pratica.
LEXROOM
Per noi il tema non è chiedere all’utente di “fidarsi dell’AI”, ma dargli gli strumenti per controllarla. Lexroom utilizza un’architettura RAG che porta il modello a lavorare sul nostro corpus giuridico verificato. Quando viene citata una norma o una sentenza, l’utente può risalire direttamente alla fonte e al passaggio utilizzato per generare la risposta. Questo riduce drasticamente il rischio tipico dei modelli generalisti, che possono produrre riferimenti plausibili ma inesistenti. Non diciamo però che un sistema probabilistico sia infallibile: l’interpretazione e la correttezza dell’output devono sempre essere verificate dal professionista. È un principio di prodotto, prima ancora che un disclaimer.
LIBRA
Il collegamento diretto al patrimonio informativo delle banche dati One offre un supporto interpretativo concreto per verificare che il precedente citato non solo esista, ma che sia quello corretto. Dietro le quinte, il lavoro congiunto di Legal Engineers, sviluppatori e della Redazione migliora costantemente le tecniche di retrieval, basate su una metadatazione scientifica e massiva dei contenuti, per ridurre il rischio di allucinazione. La garanzia resta comunque verificabile in un click: in modalità Ricerca ogni citazione è affiancata da un link diretto al documento originale, tramite cui l’avvocato consulta esattamente il testo usato dal sistema. Quando una risposta si appoggia sulla conoscenza generale del modello, la citazione resta priva di link; quando invece è basata su informazioni reperite sul web (previa attivazione dell’utente), un banner e un disclaimer lo segnalano, rammentando all’utente che l’informazione è da trattare come non verificata.
«L’interpretazione e la correttezza dell’output devono sempre essere verificate dal professionista.»
Quali sono i vostri clienti? Avvocato esterno, ufficio legale di una banca, servicer e fondo hanno esigenze molto diverse. Come si adatta la piattaforma a questi profili e quale, oggi, ne trae il beneficio maggiore?
APTUS AI
Avvocati, uffici legali di banche, servicer e fondi hanno esigenze diverse, ma condividono alcune necessità: restare aggiornati in tempo reale sull’evoluzione normativa e giurisprudenziale, cogliere l’impatto dei cambiamenti normativi sul proprio business e sui propri clienti e velocizzare il lavoro senza perdere qualità, con risorse sempre limitate. Per fondi e banche c’è un requisito in più: queste funzioni sono storicamente viste come centri di costo e freno al business. È qui che un processo AI-Native di Legal & Compliance può fare un salto di qualità, supportando il business in modo proattivo e individuando le opportunità che possono derivare da un aggiornamento normativo, invece di limitarsi a segnalarne i rischi. Il beneficio più profondo è proprio questo: liberare risorse dalle attività più operative per concentrarle su quelle strategiche, dove l’apporto umano resta e resterà sempre essenziale.
LEGORA
I nostri clienti oggi sono principalmente studi legali (di qualsiasi dimensione) e direzioni legali di imprese e istituzioni finanziarie. Ad oggi tale client base si compone di oltre 1.800 organizzazioni in più di cinquanta mercati, tra cui studi legali globali come White & Case, Linklaters e Herbert Smith Freehills Kramer, le direzioni legali di grandi banche europee come Barclays e società globali di servizi professionali. In Italia, oltre trentacinque realtà tra studi e aziende, inclusi Legance e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. Più che un profilo con il beneficio maggiore, vediamo usi diversi dei vari strumenti. Il nostro set di tool copre trasversalmente qualsiasi tipo di task legale (ricerca, analisi documentale, estrazione dati e redazione, ecc.), e registriamo sempre più interesse anche in altre funzioni (come nell’ambito del Risk Management). Ad esempio, nelle banche l’adozione parte spesso dal legale e si estende alle funzioni contigue (es. Corporate Affairs e/o Compliance). L’incontro tra diverse funzioni è inoltre facilitato dal nostro Portal, un ambiente condiviso dove professionisti diversi, legali e non, collaborano sugli stessi documenti e flussi.
LEXROOM
Siamo nati lavorando soprattutto con avvocati individuali e piccoli studi e oggi serviamo anche grandi studi, dipartimenti legali corporate e realtà come Mediolanum, Fastweb e Satispay. Le esigenze cambiano: un piccolo studio utilizza molto ricerca e drafting; un ufficio legale strutturato tende a sfruttare maggiormente document analysis, moduli specialistici e integrazione della propria knowledge base. La piattaforma è modulare proprio per questo. Nei processi legati al credito, il beneficio maggiore lo vediamo dove esistono contemporaneamente molti documenti, attività ripetitive e necessità di verificare rapidamente il quadro giuridico: è lì che l’AI libera più tempo senza sostituire il giudizio professionale.
LIBRA
Il profilo cambia, l’ambiente resta lo stesso. Avvocato esterno, ufficio legale di banca, servicer e fondo lavorano sullo stesso workspace, ma con configurazioni diverse: giurisdizioni e moduli attivati in base ai mercati in cui operano, Assistenti e Workflow costruiti sul processo specifico del cliente grazie al supporto dei Legal Engineers, dalla singola due diligence contrattuale alla pipeline ricorrente su un intero portafoglio ceduto. Lo studio boutique valorizza soprattutto velocità di ricerca e redazione su singoli atti; chi gestisce volumi grandi e ricorrenti, come servicer e uffici legali bancari, trae oggi il beneficio maggiore, perché il tempo risparmiato con Discovery e Review scala con il numero di posizioni trattate, mentre in una revisione manuale il costo resta lineare posizione per posizione. Il fondo, tipicamente più snello, si appoggia spesso allo studio esterno e ne beneficia indirettamente.
«Liberare risorse dalle attività più operative per concentrarle su quelle strategiche.»
Come si inserisce la piattaforma nei flussi documentali e gestionali già in uso presso banche e servicer, e come trattate riservatezza e sicurezza dei dati, spesso relativi a debitori e posizioni sensibili?
APTUS AI
La piattaforma s’inserisce come ambiente di lavoro condiviso all’interno dei flussi già esistenti, non come un tool aggiuntivo da imparare. Con ARAG, compagnia leader nella tutela legale, ha accelerato la ricerca normativa su circa 110 pratiche mensili, trasformandosi da motore di ricerca individuale a spazio di lavoro condiviso tra colleghi: il tempo per pratica è passato da 60 a 20-25 minuti, con oltre 1.300 ore recuperate all’anno. Con Scalapay, il team Compliance & AML verifica le exit strategy DORA di oltre 150 fornitori IT, passando da 3-4 ore a 5 minuti per verifica grazie a un report automatico su elementi conformi, mancanti e incongruenze. In una banca del credito al consumo, una funzione legale di cinque persone ha smesso di ricostruire da zero il quadro normativo a ogni analisi, spostando il confine tra lavoro interno e consulenza esterna verso le questioni davvero specifiche. Sul fronte della riservatezza e della sicurezza, siamo certificati ISO/IEC 27001:2022, abbiamo accordi di Zero Data Retention con tutti i provider di GenAI che utilizziamo (nessun dato del cliente viene conservato o usato per addestrare modelli terzi) e siamo compliant a GDPR e AI Act. Siamo inoltre in dirittura d’arrivo per la certificazione ISO/IEC 42001, lo standard specifico per la gestione responsabile dei sistemi d’intelligenza artificiale.
LEGORA
La piattaforma si inserisce integralmente nei flussi esistenti: abbiamo add-in nativi per Word e Outlook, integrazioni con i principali DMS – iManage, SharePoint e OneDrive, NetDocuments – e con le data room, oltre ad API per i flussi proprietari e all’accesso tramite SSO aziendale. Opera con i permessi dell’utente che la utilizza, senza account privilegiati, e ogni azione è tracciata. Sul fronte della sicurezza, disponiamo delle certificazioni ISO/IEC 27001, SOC 2 Type II e ISO/IEC 42001 sulla governance dell’AI, applichiamo cifratura dei dati sia in transito sia a riposo e sottoponiamo periodicamente la piattaforma a penetration test condotti da soggetti indipendenti. I dati restano nella regione scelta dal cliente (per l’Europa, all’interno dell’Unione) e non vengono né utilizzati per addestrare i modelli né conservati dai fornitori dei modelli stessi. Per le posizioni riferite a debitori, che spesso contengono dati particolarmente sensibili, gli ambienti enterprise prevedono inoltre l’isolamento dedicato dello storage, così da garantire un ulteriore livello di segregazione.
LEXROOM
La nostra logica non è chiedere al professionista di cambiare completamente modo di lavorare, ma portare l’AI dentro i flussi che utilizza già. Per questo Lexroom lavora anche direttamente in Word, consente di creare librerie private sui documenti dell’organizzazione e di integrare knowledge base interne. In un contesto bancario questo significa poter lavorare sul patrimonio documentale mantenendo separati contenuti proprietari e fonti giuridiche pubbliche. Sul dato adottiamo un principio molto netto: i dati dei clienti sono conservati in Europa e non vengono utilizzati per addestrare modelli generalisti. Riservatezza e controllo dell’informazione non possono essere funzionalità accessorie quando si lavora con documentazione legale o finanziaria sensibile.
LIBRA
Lo sviluppo di Libra affianca al rilascio di nuove funzionalità e al miglioramento di quelle esistenti l’integrazione progressiva con altre soluzioni professionali, dentro e fuori l’ecosistema Wolters Kluwer. Sui flussi documentali sono già integrati SharePoint e Kleos – il software gestionale proprietario di Wolters Kluwer – e seguiranno One Drive, Google Drive e iManage. Sicurezza dei dati ed affidabilità del servizio sono una nostra priorità: Libra è certificata ISO/IEC 27001 e conforme al GDPR grazie a misure tecniche, contrattuali ed organizzative. Il nostro DPA che disciplina il trattamento indica i sub-responsabili coinvolti, selezionati valutando la loro capacità di garantire un livello adeguato di tutela dei dati. I dati degli utenti non addestrano modelli AI né migliorano prodotti terzi, sono elaborati solo per generare risposte e non vengono archiviati sui server dei fornitori di LLM né fuori da UE o SEE, perimetro nel quale risiedono i server che ospitano Libra.
Come immaginate l’evoluzione del rapporto tra avvocato e intelligenza artificiale in questo comparto nei prossimi due o tre anni? Che cosa farà l’AI che oggi non fa, e che cosa resterà appannaggio del professionista?
APTUS AI
Nei prossimi due o tre anni l’AI non sarà più uno strumento da consultare, ma il punto da cui il lavoro comincia: è questo, per noi, il significato di un processo realmente AI-Native. Oggi l’inquadramento normativo è una fase che precede l’analisi, domani sarà dato per acquisito all’apertura del fascicolo, con impatti e precedenti già mappati. Il passaggio sarà dall’assistenza alla delega: non chiederemo più soltanto all’AI di analizzare un fascicolo o rispondere a una domanda, ma potremo affidarle attività e flussi di lavoro più complessi. Potrà, ad esempio, seguire in autonomia l’evoluzione di un contenzioso seriale o di un portafoglio NPE, segnalando proattivamente quando un cambiamento normativo invalida una strategia già scelta, senza aspettare che sia l’avvocato a scoprirlo. Resterà appannaggio del professionista tutto ciò che richiede giudizio su fatti unici, negoziazione, responsabilità verso il cliente e verso il regolatore. Il rapporto cambia natura: l’avvocato definisce la strategia e mantiene il controllo sulle decisioni, mentre l’AI esegue le attività delegate e mantiene il processo aggiornato ogni volta che il diritto si muove.
LEGORA
L’approccio più concreto è basarsi su ciò che osserviamo. La prima fase dell’AI legale ha accelerato compiti puntuali: una domanda, una risposta. La direzione su cui stiamo lavorando è quella di sviluppare un vero e proprio sistema operativo, in grado di eseguire attività più ampie sotto supervisione. Nel credito deteriorato Legora permette già oggi di eseguire alcune attività tipiche, concrete e ripetitive: estrarre da contratti, garanzie e piani di ammortamento (anche in formato Excel) i dati per la due diligence di portafoglio; verificare la completezza documentale posizione per posizione, segnalando le carenze; generare in serie diffide e ricorsi monitori dai dati estratti; analizzare atti di citazione e opposizioni ricorrenti nel contenzioso massivo; cercare su legittimità, merito e decisioni ABF le questioni tipiche del recupero, dalle cessioni in blocco ex art. 58 TUB agli interessi. Su questi flussi vediamo interesse crescente da studi legali e servicer attivi su NPL e UTP, e ci aspettiamo che l’interesse cresca anche in Italia.
LEXROOM
Passeremo dall’AI che risponde a una singola domanda a sistemi capaci di gestire sequenze di attività sotto supervisione: leggere molti documenti, classificarli, individuare anomalie, confrontare posizioni, cercare i precedenti rilevanti e predisporre una prima bozza. Nei portafogli di credito questo può significare ridurre drasticamente il lavoro manuale posizione per posizione. Ma c’è una linea che per noi rimane molto chiara: valutazione del rischio, strategia, interpretazione, negoziazione e responsabilità resteranno umane. L’AI farà sempre più “heavy lifting”; il professionista dovrà utilizzare il tempo liberato per ciò che richiede esperienza e giudizio. Cambierà la gavetta, non scomparirà la professione.
LIBRA
Andiamo verso un modello agentico ma vincolato, non verso la sostituzione del professionista. L’AI eseguirà interi segmenti del flusso operativo, come la classificazione di migliaia di posizioni con segnalazione automatica di quelle a rischio o con documentazione incompleta, sotto supervisione umana, non solo risposte a singole domande isolate. L’articolo 13 della legge 132 del 2025 fissa già il perimetro corretto per il nostro mercato: uso strumentale e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista sulla prestazione. Resta e resterà del professionista la responsabilità sulla strategia, il giudizio sul singolo caso, la relazione col cliente e la firma dell’atto. L’AI amplia la capacità di lettura e la prima selezione, non decide al posto dell’avvocato: il perimetro giuridico, prima ancora che quello tecnico, è già tracciato.
Come misurate il valore effettivo della piattaforma (tempo, costi, qualità del lavoro) e disponete di dati o casi verificabili riferiti proprio al comparto dei crediti deteriorati?
APTUS AI
Il valore lo misuriamo attraverso un percorso di adozione guidato dal cliente stesso: un Adoption Plan condiviso, con KPI monitorati durante il trial, il rollout e anche nella fase successiva. È il lavoro quotidiano del nostro team di Legal Engineering, che accompagna l’utente nell’integrazione dell’AI nei propri processi, partendo da ciò che la tecnologia può fare oggi. Per i clienti più piccoli offriamo lo stesso servizio, ma sappiamo che spesso manca il tempo per ottenere gli stessi risultati di un’organizzazione strutturata. Per questo affianchiamo all’adozione percorsi di formazione, con una nostra Academy e certificazioni verticali, video guide e pillole operative. Sui crediti deteriorati abbiamo casi verificabili di tempo recuperato e coerenza nel contenzioso seriale, che documentiamo insieme ai singoli clienti.
LEGORA
Il valore lo misuriamo su tre dimensioni: tempo, qualità del lavoro, capacità di assumere incarichi nuovi. Il dato più solido di cui disponiamo è indipendente: nel già citato Legora ROI Report ogni partecipante ha dichiarato di risparmiare tempo su attività legali. Il 65% ha affermato che lavori che prima richiedevano ore, adesso si concludono in minuti e il 71% ha detto che Legora individua criticità che altrimenti sarebbero sfuggite: nel credito deteriorato è questo il dato che conta, perché un vizio documentale trascurato può tradursi in una posizione mal prezzata. Un ulteriore 39% ha dichiarato che la piattaforma ha reso più facile proporre o prezzare accordi tariffari alternativi. In questo comparto non abbiamo pubblicato una casistica, che potrà però maturare con il consolidarsi dell’utilizzo della nostra piattaforma nel settore (un processo già in moto).
LEXROOM
Il valore non può essere misurato solo contando quanti documenti genera l’AI. Guardiamo soprattutto a utilizzo ricorrente, tempo risparmiato e capacità del professionista di completare attività complesse con meno passaggi manuali. Un indicatore significativo è che già nel 2026 circa il 66% degli utenti mensili attivi utilizzava Lexroom ogni giorno; a fine febbraio la piattaforma gestiva circa 170 mila ricerche a settimana e oltre la metà includeva almeno un documento. Sono indicatori forti di integrazione nel lavoro quotidiano. Sul comparto NPE, però, non abbiamo ancora un benchmark pubblico e verificato che ci consenta di dire “X% di costo in meno”: preferiamo non trasformare casi d’uso reali in numeri che non abbiamo ancora validato specificamente sul settore.
LIBRA
Il tempo resta un criterio chiave per misurare il ritorno sull’investimento, in ore di lavoro e energie liberate: dal caricamento di una posizione alla prima bozza verificata. Ma non è l’unico. Con i clienti definiamo insieme KPI strategici ad hoc, spesso qualitativi: quante fonti in più si riescono a consultare per irrobustire un argomento, o quante versioni di una possibile obiezione si riescono ad analizzare in anticipo. Sono indicatori che, insieme al tempo, dimostrano un incremento di valore significativo. Abbiamo sperimentazioni reali in corso con operatori bancari che usano soprattutto le funzioni Discovery e Review per l’analisi dei pacchetti di posizioni: gli utenti si dichiarano molto soddisfatti, non solo per la velocità, anche per la profondità dell’analisi. I primi risultati si vedono già dall’utilizzo immediato della modalità Ricerca; quelli più evidenti, come cambiamento nel modo di lavorare, emergono dopo circa un mese, quando Libra è integrata nel flusso quotidiano.
Hanno risposto
Andrea Tesei è CEO e co-founder di Aptus AI. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Ingegneria informatica e vanta un’esperienza di oltre otto anni in aziende e startup del settore big data. Da oltre cinque anni opera all’interno del mercato RegTech, coniugando uno spiccato spirito imprenditoriale e solide competenze tecniche in campo informatico e tecnologico.
Marco Tansella è Legal Engineer di Legora, dove supporta studi legali e divisioni legali di banche e imprese nell’adozione della piattaforma nell’attività quotidiana dei professionisti. Si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, con periodi di studio in Regno Unito e in Giappone. Ha maturato la propria esperienza professionale a Milano, nel dipartimento di Finanza Strutturata di Hogan Lovells e nel team Investment Funds di Clifford Chance. Ha inoltre svolto un secondment presso il Fondo Nazionale Strategico gestito dal gruppo Cassa Depositi e Prestiti.
Martina Domenicali è co-founder e CRO di Lexroom. Bolognese, classe 1998, è la figura chiave per la crescita e l’espansione commerciale. Doppia laurea in Giurisprudenza e Nuove Tecnologie tra l’Università di Bologna e il King’s College di Londra. Attiva come divulgatrice sui social e come attivista per i disturbi alimentari con l’associazione Animenta.
Tommaso Ricci è Country Head of Legal Engineering di Libra by Wolters Kluwer per il mercato italiano. Prima di Libra è stato per quasi un decennio Senior Associate in un primario studio legale internazionale, nel dipartimento Intellectual Property, Technology e Privacy, dove ha fondato e coordinato il team italiano dei Legal Tech Ambassadors. Unisce alla formazione giuridica un background da sviluppatore software: ha ideato e sviluppato tools di risk assessment per l’AI Act e per le valutazioni d’impatto sui trasferimenti di dati internazionali in base al GDPR. Ha coordinato il tavolo di lavoro ASLA sul benchmarking dei legal AI tools e tiene webinar mensili di formazione sull’adozione sicura dell’intelligenza artificiale legale per avvocati e giuristi in Italia e all’estero.
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