Se il magazzino dei crediti dello Stato cresce, anche l’attività di recupero va nella stessa direzione, anche se non con la medesima velocità. A metà anno le somme recuperate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) dovrebbero aver raggiunto gli 8,35 miliardi di euro. La stima viene da Il Sole 24 Ore e il dato appare migliore rispetto alla previsione di incassi pari a 14,3 miliardi di euro per l’intero 2026, contenuta nel piano allegato alla convenzione con il Ministero dell’Economia.
Il recupero delle somme dovute agli enti creditori (Agenzia delle Entrate, enti previdenziali, enti locali) è la parte finale di un processo che inizia con l’invio delle cartelle – sono milioni gli atti predisposti ogni anno dall’Ader – ai contribuenti morosi. Il loro ammontare – ha comunicato nei giorni scorsi la stessa Agenzia – si è ridotto del 9% e, per agosto, al fine di agevolare i contribuenti, è prevista la sospensione degli invii, con lo stop a circa 2 milioni di atti.
In seguito all’inoltro delle cartelle si avvia un confronto con i contribuenti, a cui fa seguito, almeno in parte, il recupero delle somme dovute. Per quest’anno l’incognita è rappresentata dalla rottamazione-quinquies, in merito alla quale il primo versamento è previsto a fine luglio.
C’è comunque da tenere presente – ricorda il giornale – che le dilazioni dei pagamenti definite con i contribuenti rappresentano una parte minoritaria degli incassi. I risultati maggiori (circa il 70%) si ottengono con la cosiddetta riscossione ordinaria. In questa categoria sono ricompresi sia il versamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella, sia i pagamenti tramite piani di rateazione, sia il recupero della morosità pregressa attraverso azioni dedicate.
Sul primo fronte l’Ader sta accorciando i tempi tra affidamento del carico e notifica della cartella: la convenzione indica l’obiettivo della notifica entro la fine del terzo mese successivo a quello di consegna per almeno il 53% delle cartelle di pagamento predisposte sulla base dei carichi affidati dagli enti creditori. Le rateazioni hanno rappresentato nel 2025 oltre la metà degli incassi da riscossione ordinaria e, sempre lo scorso anno, sono state 1,8 milioni le istanze di dilazione concesse, per un valore complessivo di oltre 23 miliardi di euro.
C’è infine il terzo fronte, quello più incisivo, relativo alle misure coattive per recuperare il dovuto. I pignoramenti, in particolare – sottolinea l’articolo – hanno fatto registrare una vera e propria impennata, con 772.653 procedure nel 2025, il 25,2% in più rispetto all’anno precedente.
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