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Banca BFF: passano attraverso Amco i piani di ristrutturazione societaria

Un articolo di MF ricostruisce le discussioni in corso che coinvolgono anche CF+ e Bper. In corsa per lo “spezzatino” dell’istituto in difficoltà anche Cerberus e Banca Sella

I progetti di ristrutturazione di Banca BFF, banca specializzata nel factoring con la pubblica amministrazione e da tempo in difficoltà, ruotano attorno ad Amco (società di credit management del Mef). Lo ha scritto MF in un articolo che ha ricostruito le discussioni in corso per mettere in sicurezza la banca.

Per effetto delle pesanti svalutazioni di crediti imposte da Bankitalia e delle stringenti regole sul calendar provisioning (normativa bancaria che impone di svalutare progressivamente i crediti in sofferenza) che diverranno pienamente operative dal 2028, BFF ha necessità di una significativa iniezione di capitale e di far ripartire il suo business su basi più solide.

Secondo quanto riferisce il giornale, Bper avrebbe già presentato un’offerta da 400 milioni per rilevare l’attività di banca depositaria e di servizi di pagamento di BFF, ma non sarebbe invece interessata al factoring. Per questo business starebbe invece lavorando in tandem Amco assieme a CF+, la banca del fondo Elliott che recentemente ha acquisito Banca Sistema.

CF+ punterebbe a coinvolgere Amco nella gestione dei crediti deteriorati di BFF Bank. La società del Tesoro non è una banca e pertanto non è soggetta, a differenza di CF+, alle regole del calendar provisioning. Il trasferimento ad Amco dei crediti deteriorati verrebbe favorito da un aumento di capitale che vedrebbe l’istituto controllato dal fondo Elliott svolgere il ruolo di anchor investor.

Questo passaggio sarebbe preceduto da un’Ops nella quale i soci di BFF scambierebbero i propri titoli con quelli di CF+, attualmente impegnata in una fusione inversa con Banca Sistema. Si tratterebbe, in questo caso, di convincere ad accettare lo scambio i soci di BFF, molti dei quali preferirebbero invece prendere tempo (vedi Be Bankers del 7 settembre) e comunque non cedere il controllo dell’istituto, il cui valore stimano non inferiore al miliardo di euro. Sullo sfondo rimangono in piedi anche altre due offerte, quella del fondo Cerberus per una quota di poco inferiore al 30% di BFF – nell’ambito di un aumento di capitale da 300 milioni – e quella del gruppo Sella per l’attività di banca depositaria.

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