Banca Sella: ottima la qualità del credito. Nel 2023 utile netto di 107 milioni di euro

Il tasso di copertura sulle sofferenze è al 64,8% e quello sui crediti deteriorati al 48,8%

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Il gruppo Sella ha chiuso il 2023 con risultati positivi e in crescita. I bilanci riportano un utile netto di 107,5 milioni di euro, in crescita rispetto ai 91,9 milioni di euro dello stesso periodo del 2022. Sono in aumento inoltre – fa sapere il gruppo – anche il margine di intermediazione (+18,2%), la raccolta globale (+16,1%), gli impieghi (+4,9%) e tutti i volumi di business. Risultati a cui hanno contribuito le banche del gruppo: Banca Sella e Banca Patrimoni Sella & C. Rispetto allo scorso anno si sono registrati un maggior costo del rischio di credito (passato da 37 bps di fine 2022 a 39 bps) e alcune svalutazioni su partecipazioni a patrimonio netto. La raccolta netta globale è a 5,3 miliardi di euro.

La qualità del credito

La qualità del credito è ottima, in base ai dati di bilancio. L’Npl Ratio netto è diminuito all’1,6% (era 1,8%), mentre quello lordo è sceso al 3% (era 3,5% nel 2022). Il costo del rischio di credito si è attestato a 39 bps (era 37 bps a fine 2022). Il tasso di copertura sulle sofferenze è al 64,8% (mentre prima era al 65,7%), quello sui crediti deteriorati al 48,8% (era 49,5%), in lieve flessione per via di alcune cessioni di sofferenze con un elevato grado di copertura e una maggiore presenza di crediti garantiti. Il Texas Ratio è stato pari a 22,7% (era 27,2%).

Solidità patrimoniale e investimenti

Il gruppo ha rafforzato la sua solidità patrimoniale e il numero totale dei clienti del gruppo è ulteriormente cresciuto superando i 3 milioni. Nello specifico, si è registrato un aumento del 7,1% a 3,003 milioni considerando Hype, detenuta in joint venture con illimity. Si è rafforzato anche il Team Sella, composto da dipendenti e collaboratori, che ha superato le 6.300 persone. Nel corso dell’anno sono stati 675 i nuovi ingressi di dipendenti di cui 439 in Italia e 236 all’estero.

Gli investimenti sono stati pari a 104 milioni di euro, esclusa la componente immobiliare. I costi operativi sono saliti del 13,8% per l’incremento dell’organico e per gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto collettivo nazionale dei bancari. Pur considerando questi importanti investimenti, il Cost to Income è migliorato scendendo al 68% (era 71,6% a fine 2022).