Bce: nel terzo trimestre del 2023 il tasso NPL è stabile, a quota 2,30%

Il rapporto complessivo dei crediti deteriorati (esclusi i saldi di cassa) rientra tra le statistiche trimestrali della Vigilanza bancaria della Banca centrale europea

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La Bce ha diffuso le statistiche della propria Vigilanza bancaria, pubblicate ogni tre mesi. Tra i vari aspetti considerati delle banche ritenute enti significativi (SI) e meno significativi (LSI) c’è anche la qualità degli asset relativa ai Paesi dell’UE che partecipano al meccanismo di vigilanza unico (MVU). In particolare nel quarto trimestre del 2023 sono stati presi in considerazione 107 SI e 1.932 LSI. Per i primi, le passività totali hanno raggiunto 24.177,67 miliardi di euro, mentre per i secondi 4.433,22 miliardi di euro.

Il livello degli NPL

Il rapporto dei crediti deteriorati (NPL), esclusi i saldi di cassa presso le banche centrali e altri depositi a vista, è rimasto stabile, attestandosi al 2,30% nel quarto trimestre del 2023. Lo stock di NPL (numeratore) è rimasto pressoché invariato a 347 miliardi di euro, mentre il il totale dei prestiti e anticipazioni esclusi i saldi di cassa (denominatore) è sceso a 15.072 miliardi di euro (rispetto a 15.183 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2023).

Nel quarto trimestre del 2023 la quota dei crediti deteriorati sul totale dei prestiti ha mostrato dinamiche eterogenee a livello settoriale, variando dal 3,48% per i prestiti alle società non finanziarie (SNF) allo 0,70% per i prestiti alle altre società finanziarie (OFC), mentre il rapporto si è attestato al 2,19% per i prestiti alle famiglie.

Il costo del rischio è rimasto stabile, attestandosi a un livello aggregato dello 0,46% nel quarto trimestre del 2023 (rispetto allo 0,44% del trimestre precedente). Tra gli enti significativi, l’intervallo interquartile è stato pari a 0,45 punti percentuali (in leggero aumento rispetto agli 0,43 punti percentuali osservati nel trimestre precedente).

La quota aggregata dei prestiti della fase 2 sul totale dei prestiti è aumentata al 9,74% (rispetto al 9,29% del trimestre precedente). Lo stock dei prestiti della fase 2 ammonta a 1.413 miliardi di euro (rispetto ai 1.356 miliardi di euro del trimestre precedente).