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Borgosesia, utile in calo e focus su NPL e operazioni strutturate nel bilancio 2025

Il consiglio di amministrazione di Borgosesia ha approvato i conti 2025, con un utile netto consolidato di 3,23 milioni di euro, in flessione rispetto ai 4,04 milioni dell’anno precedente, in un contesto operativo che resta attivo ma con qualche segnale di normalizzazione sui margini.

Il volume della produzione cresce in modo deciso fino a 32 milioni, mentre il margine lordo operativo scende a 17,7 milioni, risentendo anche di riallineamenti di valore su asset e crediti: una dinamica che, nel comparto delle special situation, non è insolita e che riflette la volatilità tipica degli investimenti legati a contesti di crisi o ristrutturazione.

Il punto centrale, per chi guarda alla qualità del credito e agli NPL, è il rafforzamento della piattaforma attraverso l’acquisizione di OneOSix, intermediario specializzato nella gestione di crediti deteriorati, destinato a diventare un perno nello sviluppo delle attività legate al credito distressed.

Nel corso del 2025, il gruppo ha proseguito con operazioni su crediti garantiti, soprattutto nel real estate, integrando acquisti di portafogli ipotecari con cartolarizzazioni che permettono di condividere il rischio e liberare valore. A fine anno risultano operazioni di cartolarizzazione per oltre 90 milioni di euro nominali, con una quota media sotto il 30%, a conferma di un’impostazione sempre più orientata al co-investimento.

Sul piano economico, l’EBITDA si attesta a 12,2 milioni, in lieve calo, mentre l’aumento degli oneri finanziari pesa sul risultato ante imposte. Il cash flow torna positivo a 21,2 milioni, grazie anche al collocamento di un bond CLO, ma cresce l’indebitamento netto adjusted a 102,4 milioni, pur in presenza di un patrimonio netto in aumento a 68,3 milioni.

Le attività si sono concentrate su tre assi: co-investimento, sviluppo delle attività alternative e valorizzazione immobiliare, con dismissioni e incassi per 22,8 milioni. Restano inoltre in corso nuove operazioni di cartolarizzazione e un rafforzamento della pipeline, mentre, sul fronte societario, rimane aperto il tema dell’offerta pubblica di acquisto di Alba.

Il quadro complessivo conferma un’evoluzione verso un modello più strutturato e meno diretto, con maggiore utilizzo di partnership e strumenti di mercato. Nei crediti deteriorati, la leva resta centrale, ma diventa decisiva la capacità di selezione e gestione degli asset nei prossimi esercizi.

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