HomeDal Mondo degli NPEBancheCherry Bank, utile ante imposte a 38 milioni nel primo semestre 2026

Cherry Bank, utile ante imposte a 38 milioni nel primo semestre 2026

Impieghi core in crescita del 3%, sostenuti da CIB e Factoring. Il portafoglio NPL vale 7,5 miliardi di euro di GBV, mentre il Gross NPE ratio normalizzato scende al 6,5%

Cherry Bank ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile ante imposte di 38 milioni di euro, in linea con i 38,1 milioni del primo semestre 2025. I risultati riflettono il riposizionamento avviato nel 2025 e proseguito con il Piano Strategico 2026-2028, focalizzato su CIB, Factoring e Private & Wealth Management, con un approccio selettivo agli NPL.

«I risultati del primo semestre 2026 sono positivi e lievemente sopra le aspettative del nostro Piano Strategico 2026-2028», ha dichiarato Giovanni Bossi, amministratore delegato di Cherry Bank. Il modello punta a sostenere la crescita attraverso Factoring, finanza speciale alle imprese e Relationship Bank.

Gli impieghi netti core sono cresciuti del 3% rispetto a fine 2025, con CIB e Factoring rispettivamente a +35% e +79%. Il margine di intermediazione è stato pari a 102,2 milioni di euro, mentre il margine di interesse è salito del 63% a 25,2 milioni e le commissioni nette del 51% a 10,5 milioni.

In merito alla qualità del credito, Cherry Bank ha mantenuto un approccio selettivo agli NPL, concentrandosi prevalentemente su portafogli acquistati sul mercato secondario e puntando alla rapida rotazione del capitale, anche attraverso soluzioni stragiudiziali. Al 30 giugno 2026 il portafoglio NPL acquistato e gestito ammontava a 7,5 miliardi di euro di GBV, composto soprattutto da crediti unsecured di piccolo importo, con impieghi netti pari a 130,4 milioni.

La banca ha continuato anche a ridurre l’incidenza dei crediti deteriorati sul portafoglio ordinario. Il Gross NPE ratio normalizzato era pari al 6,5%, mentre il Net NPE ratio si attestava al 4,9%. I dati includevano due cessioni perfezionate nel luglio 2026, i cui effetti contabili sarebbero stati rilevati successivamente. Senza tali operazioni, i rapporti sarebbero stati rispettivamente del 7,1% e del 5,2%. L’obiettivo indicato dal gruppo è portare il Gross NPE ratio sotto il 5% entro la fine dell’anno.

Le rettifiche sui crediti sono scese a 6,2 milioni di euro, con un costo del rischio di 112 punti base, dai 151 punti base del primo semestre 2025. Il patrimonio netto è salito dell’11% a 242,6 milioni, mentre il CET1 ratio è passato dal 16,30% al 17,15%. Gli attivi hanno raggiunto 4,65 miliardi di euro, con crediti verso la clientela a 3,54 miliardi (+10%). In calo del 37% lo stock di crediti fiscali, a 616 milioni di euro: il relativo contributo economico è destinato a ridursi fino al 2028, mentre CIB e Factoring avranno un peso crescente.

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