HomeDal Mondo degli NPEEditorialeC’è qualcosa di nuovo anzi d’antico nel BNPL delle imprese

C’è qualcosa di nuovo anzi d’antico nel BNPL delle imprese

Il Buy Now Pay Later (BNPL) è più popolare tra le aziende che tra i consumatori. Ben il 16% delle imprese lo utilizzava già nel 2023 per rateizzare fino a 90 giorni i pagamenti ai fornitori, rappresentando così una nuova forma di finanziamento a breve termine nelle catene di approvvigionamento. In confronto, la stessa forma di pagamento era circoscritta nel 2022 ad appena il 4% delle famiglie italiane e anche in indagini più recenti (2025) non supera il 5% dei consumatori della penisola. Il dato è emerso a margine di una indagine della Banca d’Italia pubblicata in questi giorni e volta, per la verità, ad indagare l’utilizzo del BNPL tra le famiglie.

Più che di un fenomeno del tutto nuovo per le imprese potrebbe comunque trattarsi di un modo per definire diversamente qualcosa che è già piuttosto frequente nelle transazioni commerciali, come i pagamenti a 90 giorni. Si potrebbe piuttosto arguire che il BNPL in fondo è nato proprio prendendo spunto dall’esperienza delle aziende anche se, a differenza di quel che accade nelle transazioni B2B, si è evoluto nel tempo come strumento di marketing per commercianti e venditori online, utile ad accrescere la base dei propri consumatori.

I pagamenti differiti nel tempo si vanno talvolta accompagnando – segnala lo stesso studio di Via Nazionale – a forme di reverse factoring in cui un’impresa, nel mentre protrae nel tempo il saldo dei corrispettivi ai fornitori, prende accordi con una società di factoring che, in qualche modo, fa il lavoro opposto. Consente ai fornitori di quell’impresa di incassare in anticipo le medesime fatture a condizioni favorevoli. Sembrerebbe un servizio ancillare nel pacchetto delle attività che le banche svolgono nei confronti delle aziende.

Per tornare all’oggetto principale dello studio di Bankitalia, i ricercatori hanno utilizzato i dati di SHIW 2022 (Survey on Household Income and Wealth), condotta da Via Nazionale tramite interviste a un campione rappresentativo di 9.641 famiglie in 300 comuni. Quell’identikit del consumatore BNPL tipo contiene molte conferme ma anche qualche sorpresa.

Innanzitutto c’è una rassicurazione. Coloro che utilizzano maggiormente il differimento dei pagamenti non vengono da gruppi socialmente vulnerabili e non sembra siano a rischio di sovraindebitamento, come alcune ricerche avevano invece segnalato. Al contrario, le famiglie attive nel BNPL hanno un reddito annuale tra i 50 e i 100 mila euro, hanno dimestichezza con strumenti informatici, per i pagamenti utilizzano carte di credito, di debito o prepagate. La sorpresa maggiore? Tra gli utilizzatori del pagamento differito, ad una percentuale non proprio trascurabile (12%) di famiglie è stato rifiutato il credito al consumo, probabilmente perché non in regola con i rimborsi dei finanziamenti. Insomma, sono esponenti del ceto medio, non proprio sprovveduti ma, come dire, dai comportamenti creditizi non sempre impeccabili.

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Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
Direttore Responsabile di Be Bankers
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