Andrea Pignataro, nato a Bologna ma con residenza fiscale a St.Moritz (Svizzera) e passaporto britannico, è l’uomo italiano più ricco. Secondo l’ultima rilevazione di Forbes, che traccia periodicamente questa classifica, il fondatore di ION Group, classe 1970, ha adesso un patrimonio di 42,8 miliardi di dollari e ha appena superato Giovanni Ferrero come maggiore Paperone della penisola.
Il Corriere della Sera ne ha tracciato un ritratto, ricordando che erano più di quattro anni che Ferrero occupava ininterrottamente la testa della classifica. L’ultimo a scavalcarlo, per un breve periodo, era stato Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica.
Pignataro – scrive il giornale – è ossessionato dalla discrezione: zero apparizioni pubbliche, pochissime foto e informazioni al minimo sulle sue società. Il che è singolare per un personaggio che ha costruito la sua carriera professionale sulle informazioni. La holding che governa la Ion si chiama Bessel Capital, è basata in Lussemburgo e controlla un’altra cassaforte lussemburghese, ION Trading Technologies, che a sua volta controlla il pezzo forte del gruppo, «un colosso fintech inglese – sottolinea il Corriere – da ricavi miliardari».
Negli ultimi anni Pignataro ha investito molto in Italia: 5,7 miliardi di euro dal 2021 al 2024. Ha comprato Cerved, agenzia di informazioni commerciali, e Cedacri, che fornisce servizi informatici alle banche. È stato azionista di Banca Monte dei Paschi di Siena e della illimity Bank di Corrado Passera ed è azionista della Cassa di Risparmio di Volterra. Nel 2024 ha rilevato Prelios – l’ex Pirelli Real Estate, che dai servizi immobiliari si è allargata ai crediti deteriorati – per 1,35 miliardi. Nel giugno 2025 ha chiuso un contenzioso con il fisco italiano pagando 280 milioni, a fronte di una contestazione iniziale da 1,2 miliardi, senza ammettere responsabilità.
Ion, un conglomerato attivo nelle tecnologie, nei servizi e nei dati in ambito finanziario, è stato fondato nel 1999; la sigla è un tributo a tre parole chiave: imagination, innovation, creation. Tra i suoi clienti ci sono i governi, il 30% delle banche centrali del mondo e duemila tra le più importanti aziende del mondo, come Amazon, Microsoft, Procter & Gamble.
Il giornale non ne parla, ma la Ion è caratterizzata anche da una significativa leva finanziaria. Secondo una nota di Bloomberg del maggio scorso, che riprendeva una presentazione privata visionata dalla stessa agenzia di notizie, al gruppo facevano capo bond e prestiti per circa 10 miliardi di dollari.
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