Famiglie italiane sempre più insolventi. Previsto un incremento delle aste immobiliari

I dati dell’Osservatorio SalvaLaTuaCasa di Save Your Home, realizzato da Nomisma: un quarto degli italiani che hanno richiesto un finanziamento temono di non riuscire a pagare le rate. Preoccupa l'aumento del tasso Euribor a tre mesi, in grado di tradursi in un aumento di NPL con un ritardo di un anno circa

0
56

Le famiglie italiane sono sempre più fragili dal punto di vista finanziario. Tanti nuclei sono in difficoltà con la gestione della rata del mutuo e con le altre posizioni debitorie. Il quadro viene tracciato dal primo Osservatorio SalvaLaTuaCasa di Save Your Home, realizzato da Nomisma. Tra gli italiani maggiorenni con almeno un finanziamento in corso (circa il 50%) uno su quattro teme di poter avere difficoltà nel 2024 a rispettare regolarmente il rimborso delle rate.

Secondo l’istituto di ricerche di mercato, nonostante la pressione inflazionistica sia lievemente calata e i consumi abbiano superato i livelli pre-Covid, si sta verificando comunque un calo del reddito disponibile. Le famiglie hanno meno soldi in tasca da spendere, quindi, e ciò influisce sul bilancio e sulla scelta di destinare il denaro a questa o quella spesa. Nel biennio 2022-2023 – fa notare Nomisma – sono stati erogati 95 miliardi di mutui, tra nuovi e surroghe, a tassi più elevati rispetto al recente passato. Questi hanno fatto quasi raddoppiare il tasso medio delle consistenze, superando il 3%. Un effetto accentuato dalla quota di mutui a tasso variabile, che hanno raggiunto un picco tra settembre 2022 e febbraio 2023.

In conseguenza di ciò molte famiglie riscontrano ora problemi con la gestione della rata del mutuo. In particolare, i nuclei in bilico e insolventi, rappresentano il 16% delle famiglie analizzate. Tra famiglie in bilico, il 46% dichiara di avere in corso un prestito per l’acquisto di un bene o servizio (per le famiglie insolventi è pari al 44%), o un prestito legato ad una necessità di liquidità senza uno scopo predeterminato (30% delle famiglie in bilico e 20% delle famiglie insolventi), o una rateizzazione di pagamento tramite carta revolving o dilazione “Buy Now Pay Later” (25% delle famiglie in bilico e 43% delle insolventi).

Le rate diventano sempre più insostenibili: oltre i 700 euro al mese

A fine 2023 – mette in evidenzia il report – a causa del prolungato incremento dei tassi di interesse, sono cresciute le famiglie che devono sostenere una rata mensile più alta. L’incidenza delle famiglie con una rata (tra mutuo e credito al consumo) superiore ai 700 euro è passata dal 27% al 40%. I mutui a tasso variabile, in particolare, rappresentano circa il 40% dello stock dei mutui ora in fase di rimborso da parte delle famiglie.

A causa della risalita del costo del denaro in meno di due anni le famiglie hanno subito aumenti compresi tra il 35% ed il 119% della rata mensile: ciò rende gli italiani sempre più poveri. Il reddito netto residuo disponibile si è ridotto fino al 51% e la situazione è destinata a protrarsi nel medio termine. Nonostante tutto, il tasso di default delle famiglie è rimasto su livelli contenuti rispetto ai minimi degli ultimi cinque anni.

Se non saranno prevista soluzioni efficaci nei confronti dei soggetti più fragili – ammonisce Nomisma – i tassi ancora elevati possono impattare sulla qualità del credito. Storicamente, l’aumento del tasso Euribor a 3 mesi – si traduce in un aumento dei crediti deteriorati con un ritardo temporale di 12 – 18 mesi. Di conseguenza, il significativo aumento dell’Euribor desta preoccupazioni, se non sarà affiancato da interventi efficaci di supporto.

Le aste immobiliari potrebbero crescere

Anche il mercato delle aste potrebbe risentire di questa situazione: per il 2024 lo studio prevede un incremento del 12% delle aste rispetto allo scorso anno. In base al report le aste presentano ad oggi criticità ed inefficienze, con macro-costi stimati sui 9 miliardi di euro per il sistema pubblico, un costo per ogni famiglia escussa di 23.000 euro ed effetti negativi sia per le banche sia per le famiglie: con prezzi di aggiudicazione che arrivano a dimezzare il valore dell’immobile rispetto alle quotazioni di mercato e con i tempi dei procedimenti che rischiano di ridurre ulteriormente il ricavato effettivo.