HomeDal Mondo degli NPEImpreseImprese, avvio d’anno in leggero attivo: saldo positivo nel primo trimestre 2026

Imprese, avvio d’anno in leggero attivo: saldo positivo nel primo trimestre 2026

Il 2026 si apre con un segnale moderatamente positivo per il tessuto imprenditoriale italiano. Tra gennaio e marzo, il saldo tra iscrizioni e cessazioni è tornato in territorio positivo per 690 unità, un dato che si discosta dalla stagionalità tipica del primo trimestre, tradizionalmente appesantito dalle chiusure di fine anno. Stavolta, però, il risultato matura in un contesto ordinario e si spiega soprattutto con il rallentamento delle cessazioni, mentre le nuove aperture restano sostanzialmente stabili.

Il tasso di crescita si porta così a +0,01%, in recupero rispetto ai primi trimestri del 2025 e del 2024. Lo stock complessivo sfiora i 5,8 milioni di imprese. Le evidenze arrivano dall’analisi Movimprese di Unioncamere e InfoCamere, che conferma un sistema in equilibrio, più attendista che espansivo. In questo quadro, Andrea Prete osserva: «Il risultato del bilancio trimestrale tra aperture e cessazioni riflette il clima di attesa delle imprese, che, in una situazione di incertezza diffusa, prima di compiere una scelta definitiva, aspettano di capire l’evoluzione del contesto». E aggiunge: «Bene il risultato del Mezzogiorno, che conferma una dinamica di sviluppo delle regioni meridionali attestata anche da altri indicatori economici».

A sostenere il saldo è stata ancora una volta la componente più strutturata del sistema. Le società di capitali sono cresciute di oltre 15mila unità, accelerando rispetto allo scorso anno e compensando il calo delle imprese individuali e delle società di persone. Il trend è ormai chiaro: il baricentro si sposta verso forme giuridiche più capitalizzate, con implicazioni anche sul profilo di rischio e sulla qualità del credito, tema centrale per chi osserva l’evoluzione degli NPL.

Sul piano settoriale, emerge senza ambiguità lo spostamento verso i servizi. Avanzano finanza e assicurazioni, attività professionali e tecniche, insieme al comparto immobiliare e ai servizi di supporto alle imprese. Al contrario, i settori più tradizionali continuano a ridursi: commercio, agricoltura e manifattura registrano contrazioni nette. Da segnalare, in controtendenza, la crescita della filiera energetica, che mostra un dinamismo percentuale significativo.

La geografia della crescita resta sbilanciata. Sud e Isole guidano in valore assoluto, mentre il Centro segna la variazione percentuale più elevata, trainato dal Lazio. Il Nord resta nel complesso in flessione, anche se la Lombardia si distingue con un saldo positivo. A livello provinciale, Roma, Napoli e Milano concentrano i maggiori incrementi.

Nel complesso, il quadro restituisce un sistema che tiene, ma senza slanci evidenti. La selezione resta in atto e si riflette nella composizione stessa delle imprese, con effetti che, nel medio periodo, possono incidere anche sulla sostenibilità finanziaria e sulla qualità degli attivi nei bilanci bancari.

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