Mercato immobiliare: in calo le compravendite (-7,2%) nel primo trimestre

La riduzione, come emerge dai dati dell’Agenzia delle Entrate, riguarda gli immobili residenziali e tocca le principali città d'Italia: in testa Milano, poi Torino e Roma

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Sempre meno italiani investono nel mattone, comprando casa. Un fenomeno che tocca soprattutto i capoluoghi italiani, Milano in testa, ma che da solo non è sufficiente ad invertire il trend positivo (+16%) dell’ultimo decennio. La lieve riduzione (del -7,2% rispetto al primo trimestre del 2023) è evidenziata da un report di Gabetti sulle compravendite residenziali ed è riferito al primo trimestre del 2024. Lo studio si rifà a dati appena pubblicati dall’Agenzia delle Entrate.

Milano la più colpita

Nei primi tre mesi dell’anno in corso sono state realizzate dunque ‘solo’ 154.770 compravendite. La flessione colpisce soprattutto il capoluogo milanese (-13,2%), seguito da Torino (-10,2%). Si registrano cali, con perdite tra il 4% e il 7%, anche a Roma (-6,9%), Genova (-6,7%), Firenze (-5,9%), Palermo (-5,7%), Napoli (-4,4%). La crisi lambisce appena Bologna che, a sorpresa, perde solo l’1,8%.

A dire il vero, il calo accentua un trend che si era già rivelato nell’ultimo trimestre dello scorso anno, e che riguarda tutte le aree territoriali. Le flessioni maggiori riguardano i capoluoghi (-8,2%) rispetto ai non capoluoghi (-6,8%). Compra casa soprattutto (70%) chi riesce a usufruire del bonus “prima casa”. Non si tratta, tuttavia, in molti casi di immobili di recente costruzione: è in calo del 22% infatti l’acquisto di questi ultimi. Tuttavia, questo primo trimestre dell’anno si colloca in territorio ancora positivo, sia rispetto alla media degli ultimi 10 anni (+16%), sia rispetto all’ultimo anno pre-pandemia, il 2019 (+12%).

L’effetto del taglio dei tassi della BCE

Le future scelte in tema di politica monetaria della Banca Centrale Europea, secondo gli esperti di Gabetti, potrebbero invertire la tendenza. “Il recente taglio dei tassi di interesse di 25 punti percentuale della BCE – spiega Diego Vitello, senior research analyst di Gabetti Property Solutions – che ha portato il tasso di rifinanziamento da 4,50% a 4,25% rappresenta un incentivo che potrebbe sostenere un clima di mercato più favorevole. Malgrado ci si aspettasse una riduzione più netta di almeno 100 punti percentuale, il taglio è comunque indicativo che la politica rialzista dei tassi sembra essere ormai alle spalle. Rimane da capire quali saranno le prosisme decisioni di politica monetaria: molto dipenderà dall’andamento del livello dei prezzi, visto che ulteriori tagli dei tassi d’interesse avverranno alla luce di un calo dell’inflazione”.

Per l’esperto, il calo dei tassi non sarà così repentino come il rialzo. Tuttavia, si spera che già nella seduta di settembre si possa ottenere un taglio di ulteriori 25 basis point. L’aspettativa per il secondo trimestre di quest’anno è di avere un mercato delle compravendite stabile e in leggera crescita dal terzo trimestre 2024.