Il mercato dei mutui nel 2025 ha confermato una struttura stabile, con alcune variazioni su tassi, importi e composizione della domanda. L’analisi elaborata da Kìron Partner SpA sulle pratiche intermediate dalle reti Kìron ed Epicas ha evidenziato una forte concentrazione sull’acquisto della prima casa, pari al 92,1% del totale.
Le altre finalità sono rimaste marginali: surroghe e sostituzioni al 4,4%, seconda casa all’1,9%, ristrutturazioni allo 0,8%, liquidità allo 0,7% e consolidamento allo 0,2%. Rispetto al 2024 si è osservato un lieve incremento delle operazioni di surroga e una sostanziale stabilità delle altre componenti.
Sul fronte delle tipologie di tasso, il fisso ha mantenuto la leadership ma ha perso terreno, scendendo al 91,8%. Il tasso misto è salito al 6,2%, mentre il variabile è rimasto residuale. La dinamica ha riflesso una maggiore attenzione alla flessibilità contrattuale, pur in un contesto ancora orientato alla stabilità della rata.
La durata media dei mutui si è attestata a 26,8 anni, in lieve aumento rispetto ai 26,6 del 2024. La maggior parte dei contratti, il 64,8%, si è concentrata nella fascia 26-30 anni, confermando la tendenza all’allungamento dei piani di rimborso per sostenere l’accessibilità del credito.
In crescita anche l’importo medio erogato, salito a 128.100 euro dai 119.400 dell’anno precedente. La fascia più rappresentata resta quella tra 100.000 e 150.000 euro, seguita da quella 50.000-100.000 euro. Le operazioni oltre i 200.000 euro hanno raggiunto l’8,4%.
Nel complesso, il 2025 ha mostrato un mercato ancora centrato sulla prima casa, con mutui più lunghi e importi medi in aumento, mentre il tasso fisso ha iniziato a perdere una quota, seppur marginale, a favore di soluzioni più flessibili.
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