Il private debt italiano ha raggiunto nel primo semestre 2026 il livello di attività più elevato per una prima metà dell’anno dal 2014. L’indicatore Kreos, elaborato dall’Osservatorio Private Debt della Liuc Business School, si è attestato a 206 punti, più del doppio rispetto alla base di 100 fissata proprio nel 2014.
Il dato è stato ripreso da MF-Milano Finanza, che ha fatto il punto sull’evoluzione di un mercato cresciuto progressivamente come alternativa al credito bancario. Nel 2025 gli investimenti in private debt erano saliti a 6,8 miliardi di euro, il 33% in più rispetto al 2024, con 172 società finanziate. Il Kreos, elaborato dalla Liuc Business School con Aifi e Cdp, misura l’andamento del mercato considerando attività degli operatori, finanziamenti alle imprese e fattori economici e finanziari, tra cui default, spread Btp-Bund, buy out e produzione industriale.
Il confronto storico mostra una crescita marcata del settore. Il valore di 100, assegnato al 2014, rappresenta il punto di partenza di un mercato che allora contava poche iniziative e un numero limitato di operazioni. Il 206 registrato tra gennaio e giugno 2026 rappresenta il miglior risultato per un primo semestre nell’intero periodo osservato.
Il dato più alto resta quello della seconda metà del 2025, quando il Kreos aveva raggiunto quota 233. La distribuzione dell’attività durante l’anno conferma quindi il carattere ciclico del private debt, con una maggiore concentrazione delle operazioni nella parte finale dell’esercizio.
«Il private debt, specialmente negli ultimi anni, è un mercato fortemente ciclico, che si legge davvero solo quando si entra nella seconda parte dell’anno: è lì che si concentra l’attività ed è lì che se ne coglie la direzione», ha spiegato Anna Gervasoni, rettore della Liuc Business School e presidente dell’Osservatorio Private Debt.
Nel percorso di sviluppo del mercato italiano, Cdp ha avuto un ruolo già a partire dal 2016, quando il Fondo Italiano d’Investimento aveva contribuito alla prima accelerazione del private debt. Nel 2020, dopo la battuta d’arresto provocata dalla pandemia, Cdp era intervenuta nuovamente con investimenti nelle imprese italiane per sostenerne la ripresa.
«In questo percorso il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti è stato determinante e continua a esserlo, in un mercato che nel frattempo non ha mai smesso di crescere», ha aggiunto Gervasoni.
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