venerdì, Marzo 27, 2026
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Recupero fiscale 2025 da record

Salgono incassi da lotta all’evasione e gettito spontaneo, stretta sulle partite Iva fittizie

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scrivania con documenti fiscali

Nel 2025 il recupero fiscale tocca un nuovo massimo e porta nelle casse dello Stato 36,2 miliardi di euro, segnando un aumento dell’8,4% rispetto all’anno precedente: un risultato che, a conti fatti, fotografa un sistema di controlli più incisivo e una compliance in progressivo miglioramento.

La quota principale arriva dalla lotta all’evasione, che da sola vale 29 miliardi (+10,3%), mentre i restanti 7,2 miliardi derivano dall’attività di riscossione per conto di altri enti. Nel frattempo, cresce anche il gettito spontaneo che supera i 595 miliardi (+2,8%), segnale di una maggiore adesione volontaria agli obblighi fiscali.

La fotografia emerge dal bilancio presentato alla Camera, in occasione dei venticinque anni dell’Agenzia delle Entrate, sempre più orientata non solo al recupero ma anche ai servizi. Sul fronte del contrasto all’evasione, i versamenti diretti dopo accertamento raggiungono 15,9 miliardi, seguiti da 6,9 miliardi da cartelle e 3,3 miliardi da attività di promozione della compliance; in calo, invece, gli incassi da misure straordinarie, come la «rottamazione delle cartelle», che si fermano a 2,9 miliardi (-17,1%).

L’attività dell’Agente della riscossione registra complessivamente 16,8 miliardi incassati (+5%), con una concentrazione significativa tra i contribuenti con debiti superiori a 100mila euro, responsabili di quasi il 60% delle somme recuperate. Parallelamente si intensifica la stretta sulle partite Iva «apri e chiudi»: 12mila le posizioni cessate d’ufficio, più del doppio rispetto al 2024, mentre le attività di prevenzione bloccano indebiti per oltre 5,6 miliardi tra crediti fittizi e rimborsi non spettanti; sul fronte del lavoro irregolare, le indagini portano oltre 400 milioni di incassi e la regolarizzazione di 11.500 lavoratori.

In aumento anche i rimborsi fiscali, che raggiungono il record di 26,3 miliardi, e l’utilizzo dei servizi digitali, con una quota ormai prevalente di operazioni effettuate online; crescono inoltre le dichiarazioni precompilate inviate direttamente dai contribuenti e le rateizzazioni, sempre più gestite via web. Infine, si rafforza il modello di cooperative compliance, con un forte incremento delle imprese aderenti e un ampliamento delle attività di consulenza, mentre le misure legate ai nuovi investimenti iniziano a produrre gli effetti attesi anche sul fronte occupazionale.

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