HomeDal Mondo degli NPENPEAbi: crediti deteriorati di nuovo in diminuzione (a 26,9 miliardi a marzo)

Abi: crediti deteriorati di nuovo in diminuzione (a 26,9 miliardi a marzo)

In un quadro creditizio in sostanziale stabilità, i banchieri sono preoccupati per gli effetti della guerra in Iran

Tornano a scendere, mese su mese, i crediti deteriorati delle banche italiane. Secondo il rapporto mensile diffuso dall’Abi, a marzo 2026 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti, calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) sono ammontati a 26,9 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 27,7 miliardi di dicembre 2025, ma anche ai 27,1 miliardi del febbraio scorso.

Rispetto al livello massimo di 196,3 miliardi raggiunto nel 2015, sono risultati in calo di oltre 169 miliardi. A marzo 2026 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,28% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a dicembre 2025 (1,32%) e, ancora di più, rispetto a quello degli anni precedenti (1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015).

Guardando alle principali variabili creditizie, il report dell’associazione bancaria registra una sostanziale stabilità in un quadro che mostra crediti in crescita (a famiglie e imprese) e tassi in aumento. Nel dettaglio, ad aprile 2026 l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,7% su base annua, confermando la variazione registrata il mese precedente e proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025.

Per le famiglie è il sedicesimo mese consecutivo di incremento, mentre per le imprese è il decimo mese consecutivo di crescita dei prestiti. Il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato del 4,02% (+3 centesimi rispetto al mese precedente).

Più marcato è stato l’aumento dei tassi sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, pari al 3,62% (+24 centesimi rispetto al mese precedente; 5,45% a dicembre 2023). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato del 3,43% (+6 centesimi rispetto al mese precedente; 4,42% a dicembre 2023).

Il business bancario continua a rimanere profittevole, con un margine d’interesse (tra i tassi sui nuovi prestiti e la nuova raccolta) con famiglie e società non finanziarie che ad aprile si è attestato a 209 punti base.

Quanto alle prospettive per il futuro, l’orizzonte è oscurato dagli sviluppi della guerra in Iran. In particolare, il vice direttore generale dell’associazione, Gianfranco Torriero, si è concentrato sul possibile calo «degli investimenti delle imprese» e, di riflesso, sulla minore domanda di prestiti. Una tendenza già colta in parte nel sondaggio di Bankitalia di metà aprile, secondo cui il conflitto e gli alti costi dell’energia dovrebbero frenare le richieste.

Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/

ARTICOLI CORRELATI

ALTRO DALLA CATEGORIA