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Banca d’Italia, utile 2025 a 1,65 miliardi e piano di filiali e digitalizzazione

Negli ultimi dieci anni allo Stato oltre 41 miliardi, strategia 2026-2028 punta su AI e modernizzazione dei pagamenti

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La Banca d’Italia chiude il 2025 con un utile lordo di 3 miliardi e netto di 1,65 miliardi, dopo due anni in perdita rispettivamente di 7,1 e 7,3 miliardi, grazie soprattutto agli effetti della politica monetaria, con tassi più bassi e consistenze di bilancio ridotte che hanno migliorato il margine di interesse. Secondo quanto riporta Radiocor, il Governatore, Fabio Panetta, ha proposto ai partecipanti un dividendo di 340 milioni, invariato rispetto agli ultimi esercizi, mentre l’utile residuo destinato allo Stato sale a 1,272 miliardi, circa il doppio del 2024.

Negli ultimi dieci anni, ai partecipanti sono stati erogati complessivamente 2,9 miliardi e le risorse allo Stato hanno raggiunto 41,3 miliardi, di cui 34,8 miliardi dall’utile netto e 6,5 miliardi a titolo di imposte correnti.

Sul fronte operativo, Panetta sottolinea il ruolo strategico della rete territoriale e annuncia il completamento entro il 2026 del piano di sviluppo e riassetto delle filiali, con la chiusura di quelle di Livorno e Brescia e il rafforzamento di unità dedicate alla tutela della clientela, all’educazione finanziaria, alla vigilanza antiriciclaggio, alla valutazione del merito creditizio e ai servizi agli utenti.

Le filiali restano centrali anche per la gestione e la distribuzione del contante sul territorio nazionale Il nuovo piano strategico 2026-2028 punta inoltre a modernizzare i sistemi di pagamento e presidiare l’evoluzione delle tecnologie, con investimenti in infrastrutture digitali, sicurezza, tutela dei dati e intelligenza artificiale generativa. «Stiamo introducendo agenti digitali in grado di svolgere attività complesse», spiega Panetta, ricordando l’uso della AI soprattutto nella Vigilanza, con applicazioni iniziali dedicate alla semplificazione della produzione normativa e al supporto delle attività ispettive, in un percorso di adozione prudente ma progressivo per accrescere produttività e governare i rischi tecnologici.

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