L’invecchiamento della popolazione e la riduzione delle persone in età lavorativa sono fattori strutturali che incideranno sempre di più sulla crescita dell’economia italiana.
È quanto emerge dall’indagine promossa dall’Associazione Bancaria Italiana, che ha esaminato gli effetti di queste dinamiche nel medio e lungo periodo su PIL, occupazione e tenuta del welfare.
Le proiezioni basate sui dati dell’Istituto Nazionale di Statistica indicano una riduzione della popolazione italiana di oltre 13 milioni entro il 2080, con un passaggio dagli attuali circa 59 milioni a circa 45,8 milioni di abitanti.
Nello stesso arco temporale, la quota di popolazione con più di 67 anni dovrebbe salire fino a circa il 31%. Contestualmente, la popolazione in età lavorativa si ridurrebbe in modo significativo. Dal 67,3% attuale sul totale, scenderebbe al 58,2% nel 2050 e al 57,3% nel 2080.
Il rapporto tra popolazione attiva e non attiva si è già modificato e tenderà a peggiorare. Se oggi 100 persone in età lavorativa sostengono circa 49 tra giovani e anziani, nel 2050 il numero salirebbe a quasi 72 e nel 2080 a circa 75.
In parallelo, l’incidenza degli anziani sulla popolazione in età da lavoro aumenterebbe dal 30,5% al 52,8% nel 2050 e al 54,7% nel 2080.
Le simulazioni dell’indagine mostrano effetti rilevanti sulla crescita economica.
In uno scenario privo di interventi compensativi, la sola dinamica demografica potrebbe ridurre il PIL di oltre il 18% nel 2050, per superare il 30% nel 2080 rispetto a uno scenario a popolazione stabile e occupazione invariata.
Il rapporto individua alcune leve per attenuare, fino a compensare nel lungo periodo, l’impatto del cambiamento demografico. Tra queste: maggiore occupazione giovanile e femminile, migliore utilizzo dei laureati nel mercato del lavoro e una gestione più efficace dei flussi migratori regolari.
In questo contesto, il sistema bancario viene descritto come già in fase di adattamento. Le banche stanno ampliando il proprio ruolo, affiancando famiglie e imprese non solo sul credito, ma anche nella pianificazione finanziaria e previdenziale e nel supporto ai passaggi generazionali.
Il messaggio del settore è orientato alla cooperazione con le istituzioni. L’obiettivo è contribuire a indirizzare risorse verso innovazione, produttività e servizi legati alla longevità, con interventi coordinati per sostenere la crescita nel lungo periodo.
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